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«Non ha campioni»

«La selezione tedesca ha ottimi valori ma nessun campione. E senza campioni le big non le batti»
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«Non ha campioni»
«La selezione tedesca ha ottimi valori ma nessun campione. E senza campioni le big non le batti»
Arno Rossini: «Può capitare che in una generazione non ci siano giocatori sopra la media».
Mondiali12.06.2026
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MONDIALI 2026: Risultati e classifiche

CITTÀ DEL MESSICO - Messico-Sudafrica e Corea del Sud-Repubblica Ceca hanno aperto il Mondiale 2026. Hanno dato un assaggio di quello che sarà. Hanno fatto il loro e, non ce ne vogliano, dimostrato perché, pur con tutta la buona volontà del mondo, non arriveranno in fondo. La gloria è destinata ad altri. A una delle solite big. Perché, questo è chiaro, la Coppa del Mondo è storicamente avara di sorprese gigantesche. Di outsider se ne sono viste molte nella storia; nessuna è tuttavia arrivata a sollevare il trofeo. 

Ma tra le grandi di questo torneo, tra l’Argentina, la Francia, la Spagna, l’Olanda, il Portogallo… ce n’è una che in Nordamerica non lascerà il segno?
«Se devo sceglierne una, una che potrà fare un Mondiale onesto ma che sicuramente non farà festa dopo la finale del 19 luglio, dico la Germania - è intervenuto Arno Rossini - la selezione tedesca ha ottimi valori e sicuramente un buon allenatore (Julian Nagelsmann, ndr); le manca tuttavia qualcosa di fondamentale per pensare di mettere le mani sul trofeo».

Ovvero?
«I campioni. Quelli assoluti. Quelli che risolvono le partite o, almeno, quelli che grazie a carattere ed esperienza riescono a trascinare i compagni, a farli “salire” di livello. La Germania non ne ha. Almeno, io non ne vedo».

Il calcio è sempre un gioco di squadra…
«Vero, e il collettivo tedesco è sicuramente interessante. Per questo credo che quella selezione non avrà problemi a superare il girone del primo turno e anche un paio di partite a eliminazione diretta: sedicesimi e ottavi di finale. Poi però il discorso cambierà e anche parecchio: gli scontri diretti, quelli che presumibilmente devi disputare dagli ottavi in avanti, senza campioni non li vinci. E non puoi nemmeno puntare sul caso o sulla fortuna: ti può andare bene una volta, certo, per trionfare in un Mondiale, almeno due-tre rivali fortissime devi a ogni modo incrociarle».

La mancanza di campioni è un problema di cicli o, come per l’Italia per esempio, di scelte sbagliate legate ai settori giovanili?
«La prima. Per quel che riguarda i giovani, in Germania sono bravi, puntano molto sulla crescita e sullo sviluppo dei nuovi prospetti. Può in ogni caso capitare che, semplicemente, in una generazione non ci siano giocatori sopra la media».

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