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L'Italia riparte da Mancini: «Voglio farmi perdonare»

Il nuovo CT fa mea culpa per l'addio del 2023 e rilancia gli Azzurri con un progetto ambizioso. Ranieri invoca più spazio ai giovani e una svolta nel calcio italiano.
L'Italia riparte da Mancini: «Voglio farmi perdonare»
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Fonte Gazzetta dello Sport
L'Italia riparte da Mancini: «Voglio farmi perdonare»
Il nuovo CT fa mea culpa per l'addio del 2023 e rilancia gli Azzurri con un progetto ambizioso. Ranieri invoca più spazio ai giovani e una svolta nel calcio italiano.
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ROMA - Dopo il terremoto scatenato dal caso Pirlo e i successivi addii di Maldini e Leonardo, il neo commissario tecnico Roberto Mancini ha inaugurato oggi il suo secondo ciclo sulla panchina dell’Italia. Lo ha fatto con un messaggio netto: riportare gli Azzurri ai vertici del calcio internazionale e lasciarsi definitivamente alle spalle il burrascoso addio di tre anni fa. «Vogliamo vincere tutte le partite e giocare un grande calcio. Voglio farmi perdonare», ha dichiarato in conferenza stampa, come riportato dalla Gazzetta dello Sport.

Il nuovo progetto riparte dai giovani. «Abbiamo ragazzi di qualità, bisogna dare loro fiducia», ha sottolineato Mancini. L’obiettivo è costruire una reale continuità tra le Nazionali giovanili e la selezione maggiore, adottando gli stessi principi tattici per rendere più naturale il passaggio dei talenti.

Anche sul piano tecnico le idee sono già chiare: il nuovo corso partirà dal 4-3-3, con un’identità offensiva ben definita. «Troveremo nuovi leader e costruiremo una squadra competitiva». Mancini ha poi ricordato lo scetticismo che accompagnò il suo primo mandato, trasformato in una lunga serie di successi: «Quando arrivai, molti ci consideravano solo la settima o l’ottava nazionale d’Europa. Poi abbiamo infilato 37 risultati utili consecutivi. Quando l’Italia arriva a un Mondiale o a un Europeo è sempre una squadra da temere».

Il CT è tornato anche su un tema a lui caro: il poco spazio concesso agli italiani in Serie A. «Serve dare più opportunità ai nostri giocatori. Se qualcuno cresce all’estero giocando con continuità va benissimo, ma il problema resta».

Accanto a lui, Claudio Ranieri ha richiamato l’attenzione su un altro nodo del calcio italiano: il costo sempre più elevato delle scuole calcio. «Molte famiglie non possono più permetterselo. Dobbiamo abbassare i prezzi e riportare i bambini sui campi». Il dirigente romano ha poi invocato una svolta nella formazione dei giovani, chiedendo di privilegiare la tecnica individuale rispetto all’eccesso di tattica tra i 10 e i 15 anni: «Bisogna smettere di pensare solo a vincere nei settori giovanili. Dobbiamo tornare a sviluppare la tecnica individuale».

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