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Dopo 30 anni da donna, fa dietrofront e torna uomo: «È stato un errore»

Il 56enne Chris Brönimann racconta il suo percorso di detransizione: «Ho cercato di risolvere qualcosa con la chirurgia, quando in realtà avrebbe dovuto essere curata la mia psiche».
Instagram nbroenimann
Fonte Tages Anzeiger
Dopo 30 anni da donna, fa dietrofront e torna uomo: «È stato un errore»
Il 56enne Chris Brönimann racconta il suo percorso di detransizione: «Ho cercato di risolvere qualcosa con la chirurgia, quando in realtà avrebbe dovuto essere curata la mia psiche».

ZURIGO - «Non mi importava più cosa pensassero gli altri. L’idea di dover vivere ancora degli anni come Nadia era insopportabile». A dichiararlo al Tages Anzeiger è Chris Brönimann, un 56enne del canton Zurigo che dopo quasi 30 anni vissuti come donna transessuale con il nome di Nadia ha deciso di intraprendere il processo di detransizione e ritornare uomo.

Oggi al quotidiano zurighese racconta dunque il perché di questo dietrofront.

«La transizione era una fuga dal mio io» - «Ho cercato di risolvere qualcosa con la chirurgia, quando in realtà avrebbe dovuto essere curata la mia psiche. È stato un errore intervenire così massicciamente sulla mia persona con bisturi e ormoni».

«Una terapia completa e aperta nei risultati, che mi avesse aiutato ad apprezzare di più il mio corpo e a considerare meglio la mia salute mentale di allora, sarebbe stata decisiva», aggiunge. «Probabilmente si sarebbe capito che nel mio caso la transizione non era un viaggio verso me stesso, ma una fuga dal mio io di allora».

«Una chiarezza che non potevo più negare» - Brönimann spiega che prima di iniziare il percorso di detransizione, nell'estate del 2024, sentiva il desiderio di tornare al suo sesso biologico già da cinque anni.

«All’inizio ho cercato di reprimere questa certezza interiore, perché non volevo affrontare di nuovo tutte quelle difficoltà. Ma dentro di me c’era una chiarezza che non potevo più negare».

«Ho lottato per mantenere il ruolo di Nadia» - A rendere tutto più difficile, tuttavia, è stato il peso della sua notorietà del 56enne: quando iniziò la transizione per diventare donna, a 26 anni, la storia di Brönimann era infatti stata ampiamente seguita a livello mediatico, nonché documentata da un film realizzato dalla SRF.

«All’epoca mi sono esposto pubblicamente per la mia trasformazione», sottolinea, e proprio per questo per molto tempo gli sembrava impensabile comunicare pubblicamente che non voleva più essere Nadia, ma tornare a essere un uomo».

«Ho lottato per mantenere il ruolo di Nadia», continua, precisando di aver affrontato crisi psicologiche, attacchi di panico e odio verso sé stesso. Nonostante il crescente disagio, l’immagine esteriore gli dava inizialmente sicurezza. «Non è stato facile», spiega. «Sapere qualcosa con la testa e sentirlo davvero nel cuore e nell’anima sono due cose diverse – e poi metterlo in pratica nella vita quotidiana è un’altra sfida ancora».

«Il mio compito ora è accettare il mio corpo così com'è» - «Il percorso di detransizione è quasi più difficile e impegnativo di quello di transizione», aggiunge Brönimann, spiegando che oggi il percorso non è ancora finito. Il 56enne ha però deciso di rinunciare a nuove operazioni chirurgiche. «Mi guardo allo specchio e vedo forme che ormai non mi appartengono più», dice. «Ora il mio compito è accettare questo corpo così com’è e prendermene cura».

Brönimann tiene comunque a sottolineare che è ancora favorevole agli interventi di transizione di genere. «Non si può mai generalizzare se una riassegnazione di genere sia la strada giusta: è una decisione altamente individuale, che richiede un confronto onesto con sé stessi, un’attenta analisi delle cause e la valutazione di diverse opzioni. Bisogna esaminare con attenzione la differenza tra un desiderio realistico e un’idea lontana dalla realtà», conclude.

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