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SVIZZERA

Le piazze svizzere del Primo maggio: cortei senza incidenti gravi

G7 e capitalismo nel mirino.
Foto 20 Minuten
Fonte ats
Le piazze svizzere del Primo maggio: cortei senza incidenti gravi
G7 e capitalismo nel mirino.

Migliaia di manifestanti sono scesi in piazza come da tradizione oggi in tutta la Svizzera per il Primo maggio. I cortei si sono svolti in gran parte pacificamente, pur se non sono mancati episodi di vandalismo. Il principale evento si è tenuto a Zurigo, alla presenza - secondo le stime degli organizzatori - di 15'000 persone. È qui che si sono registrati episodi di violenza, con danneggiamenti a vetrine ed edifici che ospitano sedi di banche.

Al raduno di chiusura è intervenuta la neo consigliera nazionale socialista Michèle Dünki-Bättig, fresca di giuramento alla Camera del popolo. «Questo Paese non può funzionare senza noi lavoratori», ha detto la zurighese, esortando a mostrare solidarietà e a non lasciarsi dividere. Come diversi altri politici nel corso della giornata odierna, la deputata nel suo discorso ha criticato l'iniziativa dell'UDC "No a una Svizzera da 10 milioni!", in votazione fra un mese e mezzo.

Nel mirino G7 e capitalismo
La Festa del lavoro è stata celebrata anche in numerose altre città svizzere (una cinquantina), senza incidenti di rilievo. A Basilea, dove i partecipanti hanno raggiunto quota 2500 unità stando alle cifre fornite dalla polizia cantonale, si è comunque creata un po' di confusione quando la testa del corteo ha effettuato una deviazione non autorizzata. Poco dopo, alcuni oggetti imbevuti di vernice sono stati scagliati contro l'hotel di lusso Les Trois Rois. Pure altri edifici sono stati deturpati con dei graffiti, ma nel complesso il tutto si è tenuto in maniera pacifica.

I manifestanti hanno scandito a ripetizione slogan anticapitalisti e antimperialisti, mettendo nel mirino Stati Uniti e Israele. Solidarietà è stata espressa nei confronti del popolo palestinese. Quasi 3000 persone si sono invece riunite a Ginevra. Oltre alle abituali rivendicazioni relative alla tutela delle condizioni di lavoro, i presenti - con cori e striscioni - hanno esternato la loro opposizione al vertice del G7 in agenda per il prossimo giugno a Evian, sulla sponda francese del Lemano. Non sono stati segnalati disordini.

Folla meno nutrita per contro in quel di Berna. Circa un migliaio di dimostranti hanno sfilato dal centro storico fino a Piazza federale, mentre a Bienne, nello stesso cantone, a farsi sentire sono stati in 400.

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