Cerca e trova immobili
ZURIGO

Rubavano identità ai disoccupati per acquisti di lusso: danno da 400mila franchi

Circa 40 vittime e una fitta rete di indagati: al centro dell’inchiesta l'uso illecito di dati personali sottratti da un’ex dipendente dell’assicurazione disoccupazione.
Deposit/Polizia Città Zurigo
Fonte Red
Rubavano identità ai disoccupati per acquisti di lusso: danno da 400mila franchi
Circa 40 vittime e una fitta rete di indagati: al centro dell’inchiesta l'uso illecito di dati personali sottratti da un’ex dipendente dell’assicurazione disoccupazione.

ZURIGO - La Procura di Zurigo ha depositato presso il Tribunale distrettuale un atto d’accusa nei confronti di diverse persone per frode a scopo di lucro, falsità in documenti, abuso di identità e altri reati. Gli imputati sono sospettati di aver utilizzato indebitamente i dati personali di disoccupati per ordinare merci e ottenere prestiti e carte di credito a nome di terzi.

Danno complessivo stimato in circa 400'000 franchi
L’inchiesta, avviata nell’ottobre 2022 dalla Procura di Zurigo-Limmat insieme alla Polizia municipale, ha coinvolto poco meno di una dozzina di indagati. Le indagini si sono rivelate particolarmente complesse a causa dell’elevato numero di vittime, circa 40, del danno complessivo stimato in circa 400'000 franchi e della presenza di soggetti all’estero. Nei giorni scorsi, la Procura ha formalizzato le accuse contro diversi indagati.

Secondo l’atto d’accusa, una donna svizzera di 38 anni, ex collaboratrice dell’assicurazione contro la disoccupazione del Cantone di Zurigo, tra il 2021 e il 2022 avrebbe ottenuto illegalmente accesso a dati personali e copie di documenti d’identità degli assicurati, trasmettendoli a due complici. Questi ultimi, uno svizzero di 40 anni e un cubano di 48 anni, avrebbero utilizzato le informazioni per aprire conti bancari, stipulare contratti di prestito e acquistare orologi di lusso, ricorrendo a identità altrui in circa 50 occasioni.

Deviate le corrispondenze per intercettare gli invii
Per occultare le attività illecite, i due principali imputati avrebbero deviato la corrispondenza e le consegne verso indirizzi sotto il loro controllo, intercettando così gli invii. Una mezza dozzina di imputati secondari avrebbe messo a disposizione cassette postali o ricevuto le consegne, consegnandole poi ai principali indagati.

La Procura contesta ai tre principali imputati, in base ai rispettivi ruoli, diversi reati tra cui frode a scopo di lucro, falsità in documenti, violazione del segreto d’ufficio, accesso non autorizzato a un sistema informatico e uso improprio dell’identità. Mentre per due di loro è stata formalizzata l’accusa, il procedimento nei confronti del 48enne cubano è stato sospeso nel marzo 2026, poiché l’uomo non si trova più in Svizzera.

Per gli altri coimputati sono già state presentate accuse oppure emessi decreti penali definitivi. Un ulteriore procedimento è pendente davanti al Tribunale superiore del Cantone di Zurigo. Le richieste di pena, nei confronti di imputati che in gran parte hanno confessato, saranno avanzate durante l’udienza principale. La Procura infine ricorda che fino alla conclusione definitiva del procedimento, per tutti gli imputati vale la presunzione di innocenza.

Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
Naviga su tio.ch senza pubblicità Prova TioABO per 7 giorni.
COMMENTI
NOTIZIE PIÙ LETTE