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“La guida affettuosa”, in Ticino per separarsi senza troppi casini

Un supporto a tutto tondo per accompagnare i genitori e tutelare i figli durante il percorso di separazione, voluto da FaMo+. Scopritela con noi.
“La guida affettuosa”, in Ticino per separarsi senza troppi casini
Davide Giordano tio/20min
“La guida affettuosa”, in Ticino per separarsi senza troppi casini
Un supporto a tutto tondo per accompagnare i genitori e tutelare i figli durante il percorso di separazione, voluto da FaMo+. Scopritela con noi.

BELLINZONA - In Ticino nasce “La guida affettuosa”, uno strumento pensato per sostenere le famiglie in uno dei momenti più delicati, quello della separazione. A spiegarne il senso è Valentina Testoni, mediatrice familiare per FaMo+, che parla di un lavoro costruito grazie al contributo di diverse figure professionali.

«È il risultato di un intervento multidisciplinare che risponde al bisogno dei genitori di avere risposte chiare e univoche». All’interno della guida trovano spazio aspetti giuridici, economici, psicologici e relazionali, con l’obiettivo di accompagnare per mano i genitori durante tutto il processo.

Il termine “affettuosa” non è casuale. «Significa stare vicino, accompagnare senza giudicare. Quando una coppia si separa, spesso si sente osservata. Noi vogliamo offrire uno spazio in cui trovare strumenti ma anche comprensione».

Al centro restano i figli. Una parte della guida, “Piccoli marinai”, è dedicata proprio ai bambini. «Parliamo dei loro bisogni, di come comunicare con loro e del tema dell’ascolto, previsto dalla legge nelle procedure che li riguardano».

Dal punto di vista pratico non esiste una lista valida per tutti, infatti la guida è strutturata come una mappa, in cui ciascuno può partire dal bisogno più urgente, che sia economico, giuridico o legato agli aiuti sociali.

Guardando alla realtà ticinese, la separazione non è sempre in conflitto spiega la mediatrice. «Noi vediamo solo la punta dell’iceberg. Molte coppie trovano accordi in modo autonomo».

Un’altra faccia è quella delle famiglie monoparentali, spesso più fragili. Alessia Di Dio, cooperatrice FaMo+, spiega che «in otto o nove casi su dieci è la madre a esserne a capo». Il dato più preoccupante è economico, «una famiglia monoparentale ha una probabilità sette volte maggiore di trovarsi in povertà assoluta rispetto a una coppia con figli».

In questi casi chiedere aiuto è fondamentale. «Chi affronta una separazione deve sapere che esistono servizi di sostegno. Possiamo offrire un primo orientamento e indirizzare verso le risorse più adatte», conclude.

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