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SOLETTA

Insulti e minacce di morte per il pallone, giovanissimi nella bufera

Il campo da calcio, dove tutto sembra essere consentito.
IMAGO/Zoonar
Insulti e minacce di morte per il pallone, giovanissimi nella bufera
Il campo da calcio, dove tutto sembra essere consentito.
Dopo una partita di U14 nel Canton Soletta, l'arbitro ventunenne Erencan è stato insultato e minacciato. Ora chiede vengano presi provvedimenti.
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DULLIKEN (SO) - Sabato la U14 dell'Egerkingen ha sprecato un vantaggio di due reti per perdere poi 5-2 contro il Dulliken. Per alcuni dei ragazzi di 12 e 13 anni che si sono battuti in campo, il colpevole di quanto successo ha un'identità precisa: il 21enne arbitro Erencan. «Quando la partita è girata a favore del Dulliken, il clima si è fatto sempre più teso», è stato raccontato a 20 Minuten. Commenti in campo o in tribuna, come "Metti un paio di occhiali" o Arbitro di m..." si sono fatti sempre più frequenti.

Tornato negli spogliatoi, Erencan ha sentito dalla stanza accanto insulti come “figlio di p...”; non ha fatto finta di nulla e ha affrontato direttamente i ragazzi: «Dopo che hanno continuato a insultarmi, ho punito un giocatore con il cartellino giallo». Secondo il regolamento, è possibile farlo anche dopo la partita.

Insulti sessualizzati e razzisti
Terminato il match e lasciato il campo, la situazione è degenerata sui social media. L’arbitro è infatti stato pesantemente insultato e minacciato dai giocatori. 20 Minuten è in possesso degli screenshot. Tra i messaggi, alcuni hanno scritto "Faresti meglio a non uscire più di casa" o anche "Spero che tua madre venga violentata". Altri messaggi contengono invece attacchi a sfondo sessuale e razzisti ancora più gravi contro lui e la sua famiglia. Qualcuno si è spinto fino ad augurargli la morte.

«Il mio post provocatorio non doveva esserci»
Lo stesso arbitro ha ammesso di aver contribuito ad alimentare le reazioni con un proprio post durante il viaggio di ritorno. In una storia Instagram, cancellata dopo 24 ore, ha scritto: «Sono stato insultato da tutta la squadra. Adoro quando gli altri sono così ossessionati da me. Saluti all'Egerkingen». A mente fredda ha però capito l'errore: «Sicuramente il mio post era un po’ provocatorio e, col senno di poi, non era necessario. Ma questo non dà il diritto agli altri di insultarmi o minacciarmi in modo così grave».

«Sorprende vedere di cosa sono capaci i tredicenni»
A colpirlo è stata soprattutto la violenza delle reazioni. «Come arbitro ho già vissuto situazioni simili, ma insulti così brutali mai. Mi sorprende di cosa siano capaci dei tredicenni», ha commentato Erencan, dimostratosi comunque sollevato dal fatto che a inizio settimana la situazione si è calmata: «Non ho più ricevuto più minacce». Nonostante tutto, si è mostrato netto: «Questo non è più calcio, è vergognoso. Chi pensa che sia normale fa parte del problema. Serve di nuovo rispetto nello sport».

Non si tratta di un caso isolato: in Svizzera sempre più arbitri denunciano insulti e minacce. Al termine dell’ultima stagione, il responsabile degli arbitri Daniel Wermelinger ha parlato di uno sviluppo preoccupante. Durante una conferenza stampa sono stati mostrati messaggi d’odio concreti ricevuti dagli arbitri, tra cui minacce come: «Faresti meglio a comprarti un giubbotto antiproiettile». Wermelinger ha chiarito: «Internet non è una zona franca senza legge. Non tolleriamo oltrepassamenti verbali e, a seconda della gravità, agiremo per vie legali». L’obiettivo è proteggere meglio gli arbitri: «Devono poter arbitrare liberi e senza paura». Anche l’arbitro Fifa Lukas Fähndrich ha confermato il problema: «È molto spiacevole ricevere messaggi d’odio».

«Se la federazione non prenderà provvedimenti, sporgerò denuncia»
Erencan ha segnalato l’episodio alla Federazione calcistica solettese. Resta da capire se presenterà anche una denuncia alla polizia. «Aspetto di vedere se la Federazione prenderà provvedimenti. Altrimenti probabilmente denuncerò i giocatori coinvolti», ha spiegato. Nonostante l’accaduto, vuole comunque andare avanti: «Voglio dimostrare che un arbitro non deve arrendersi. Le critiche fanno parte del gioco, ma insulti e minacce devono finire immediatamente».

La Federazione esamina il caso - «Episodi molto rari»
La Federazione solettese ha confermato di essere stata informata sull’accaduto. L’episodio è stato segnalato dall’arbitro ed è attualmente al vaglio della commissione disciplinare competente. Eventuali provvedimenti specifici verranno decisi al termine dell’indagine. In generale, il rapporto con gli arbitri è «buono e rispettoso», sottolinea Marc Häni della Commissione gare, anche se «in casi molto rari» si verificano episodi simili. Gli arbitri vengono regolarmente sensibilizzati sull’uso dei social media e ricevono supporto in situazioni come questa.

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