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SVIZZERA

Siamo già a secco: ci aspetta un'estate nel segno della siccità?

Malgrado le gocce degli ultimi giorni la situazione delle precipitazioni in questi primi mesi del 2026 resta ben al di sotto della norma. Ma è ancora troppo presto per capire se i mesi estimi saranno veramente roventi.
Archivio Ti-Press/Bendetto Galli
Fonte TagesAnzeiger
Siamo già a secco: ci aspetta un'estate nel segno della siccità?
Malgrado le gocce degli ultimi giorni la situazione delle precipitazioni in questi primi mesi del 2026 resta ben al di sotto della norma. Ma è ancora troppo presto per capire se i mesi estimi saranno veramente roventi.

Fa forse un po' sorridere scriverlo, in una giornata uggiosa come quella di questo giovedì, ma - lo riporta il TagesAnzeiger - ma quello che ci lasciamo alle spalle è un aprile storicamente estremamente secco, che potrebbe aprire le porte a un'estate siccitosa e rovente.

In generale, stando a MeteoSvizzera, la Svizzera sta vivendo una primavera insolitamente priva di precipitazioni, con livelli di umidità del suolo molto bassi e un crescente rischio di incendi boschivi, in particolare nella Svizzera orientale e in Ticino dove, fra marzo e aprile, si sono sviluppati diversi roghi.

In diverse regioni a ridosso delle Alpi, tra le quali la Valposchiavo, resta in vigore il tassativo divieto di accendere fuochi all'aperto.

Sempre secondo i dati, i terreni risultano asciutti fino a 40-50 centimetri di profondità e anche i bacini idrici sono sotto i livelli stagionali: nei Grigioni il grado di riempimento è attorno al 10%, contro una media del 20% per questo periodo. «Se non arriveranno presto precipitazioni, la situazione potrebbe peggiorare», si legge nell’analisi.

Ad aprile, in alcune zone, è caduto meno del 10% delle piogge abituali. A Zurigo, ad esempio, si sono registrati solo 14 litri per metro quadrato contro una media di 80: «Questo aprile entrerà probabilmente tra i più secchi dall’inizio delle misurazioni», afferma il climatologo del servizio nazionale Thomas Schlegel.

La causa principale è una persistente situazione di alta pressione sull’Europa centrale, che blocca le perturbazioni atlantiche: «La fase anticiclonica potrebbe durare almeno fino al prossimo fine settimana, se non oltre», spiega il meteorologo Stefan Scherrer.

Un cambiamento è possibile a maggio, con precipitazioni sopra la media previste tra il 5 e l’11 del mese. Tuttavia, «servirebbe una fase prolungata di piogge intense» per compensare il deficit accumulato. Con il rischio, però, di possibili problematiche a livello di smottamenti.

Ci aspetta quindi un'estate siccitosa e particolarmente calda? Difficile affermarlo con certezza in questo momento. Vero è che un terreno molto asciutto può favorire temperature più elevate: meno umidità significa maggiore riscaldamento e possibilità di ondate di calore anche particolarmente intense.


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