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VOTAZIONI

Sarà una Svizzera da 10 milioni? Ecco cosa si vota oggi (e come potrebbe andare)

Oltre all'iniziativa Udc si vota anche la modifica della Legge sul servizio civile e due oggetti ticinesi: le cure dentarie e la neutralizzazione dell'aumento dei valori di stima.
Tio.ch
Sarà una Svizzera da 10 milioni? Ecco cosa si vota oggi (e come potrebbe andare)
Oltre all'iniziativa Udc si vota anche la modifica della Legge sul servizio civile e due oggetti ticinesi: le cure dentarie e la neutralizzazione dell'aumento dei valori di stima.

Da una votazione rovente (ci riferiamo a quella dello scorso 8 marzo) a un'altra decisamente focosa, ovvero quella di questo 14 giugno. In votazione, come saprà bene chi ha già votato al seggio o per corrispondenza, ci sono due oggetti federali e due cantonali.

La parte del leone la fa, ancora una volta, un'iniziativa UDC. Dopo “200 franchi bastano” in questo weekend di voto dobbiamo pronunciarci sulla ancora più divisiva “No a una Svizzera da 10 milioni!“.

Qui di seguito un'altra nostra mini-guida per capire cosa andiamo a votare e cosa possiamo aspettarci.

Partiamo proprio dalla “iniziativa per la sostenibilità” democentrista, di cui si sta parlando davvero tantissimo e che ha causato diverse levate di scudi. Anche in questa votazione, dopo quella del canone radio-tv, l'UDC si trova ancora “sola contro tutti”. Ma non è una novità.

Di che si tratta? I presupposti del testo non hanno effettivamente precedenti e chiedono di inserire un limite massimo - quei 10 milioni - per i residenti in Svizzera nella costituzione. Il funzionamento è piuttosto complesso, lo riassumiamo così: la soglia non è da superare entro il 2050 e se si arrivasse a 9,5 milioni prima del 2050, Berna sarà chiamata a contromisure di vario tipo. Superati i 10 milioni si dovrà intervenire anche nell'ambito degli accordi con l'UE.

L'obiettivo dichiarato è quello di garantire la sostenibilità, e la vivibilità del sistema svizzero in maniera trasversale: dal territorio fino al mondo del lavoro. Proprio quest'ultimo aspetto ha portato a una levata di scudi da parte del mondo dell'impresa e della sanità. E non solo, trattandosi in fin dei conti di una limitazione light alla libera circolazione delle persone, rischia di mettere i bastoni fra le ruote. E questo potrebbe attirare le simpatie trasversali degli anti-europeisti.

Come potrebbe andare? In genere, lo dimostra anche “200 franchi bastano”, queste tipologie di iniziative molto radicali perdono consensi in maniera importante in prossimità del voto. I sondaggi, in questo senso, mostrano davanti il “no” ma non è detto che le urne possano sorprenderci. In questo senso contribuirà di sicuro il “fattore pancia” e l'influenza della cronaca recente, locale e Svizzera.

Per quanto riguarda la Modifica della legge sul servizio civile (LSC), l'idea che ci si può fare è che l'interesse pubblico sulla vicenda sia piuttosto tiepido. La realtà dei fatti è che si tratta dell'oggetto in votazione più incerto fra quelli di questa domenica.

Di che si tratta? La riforma della Legge ha uno scopo chiaro, in linea con la strategia di Berna per quanto riguarda l'esercito, ovvero rendere meno attrattivo il Servizio civile rispetto a quello militare, o quantomeno ridurre le disparità che potrebbero farlo sembrare “più vantaggioso”. Per questo vengono aumentati i giorni di servizio a 150, inoltre gli impieghi dei civilisti saranno soggetti a pianificazioni più rigorose.

Come potrebbe andare? Per ora i sondaggi danno i due fronti pressoché in parità. Quindi l'ultima parola spetterà alle urne.

I cittadini ticinesi, come scritto sopra, sono chiamati anche a esprimersi su due oggetti cantonali.

L’iniziativa «Per il rimborso delle cure dentarie» propone di creare un’assicurazione cantonale obbligatoria per coprire le cure dentarie di base.

Di che si tratta? Il finanziamento avverrebbe tramite contributi di lavoratori, datori di lavoro e Cantone. Oggi la LAMal rimborsa le cure dentarie solo in casi particolari, mentre la maggior parte dei costi resta a carico dei pazienti. Proposte analoghe sono già state respinte alle urne nei Cantoni di Vaud, Ginevra e Neuchâtel.

In Ticino la spesa per la cura dei denti ammonta a circa 150 milioni di franchi, quasi tutti (circa il 90%) a carico delle famiglie. L’iniziativa è sostenuta dalla sinistra, dai sindacati e da alcuni operatori del settore. Contrario è invece il fronte borghese, che la ritiene costosa e inefficace.

Anche il Consiglio di Stato raccomanda di respingere l’iniziativa: per l’esecutivo il modello attuale, «basato su prevenzione, responsabilità individuale e libera scelta», funziona bene. «Il Cantone sostiene già le persone economicamente più fragili, assumendo i costi per i beneficiari di prestazioni complementari all’AVS/AI e dell’assistenza». Inoltre, l’impatto finanziario per lo Stato «sarebbe insostenibile».

Come potrebbe andare? L’iniziativa parte sfavorita. Il fronte contrario è maggioritario, riunendo gran parte del mondo politico e sanitario ticinese.

Discorso diverso, invece, per la neutralizzazione dell’aumento dei valori di stima. In base alle disposizioni federali, entro il 2035 i valori di stima immobiliare dovranno salire al 70% del valore di mercato, contro l’attuale 55% in Ticino.

Di che si tratta? L’iniziativa “Sì alla neutralizzazione dell’aumento dei valori di stima” propone un articolo costituzionale che impedisca che la revisione delle stime comporti automaticamente un aumento delle imposte o una riduzione di sussidi e prestazioni sociali.

Ogni revisione dovrà quindi essere accompagnata da una valutazione degli effetti e da eventuali correttivi. L’obiettivo è evitare automatismi fiscali e sociali legati all’aumento dei valori di stima. Promossa dall’UDC e consegnata con circa 17 mila firme, l’iniziativa è sostenuta dal centro e dalla destra e ha già ottenuto il via libera sia del Consiglio di Stato sia del Gran Consiglio. Nel complesso, la sinistra critica l’iniziativa, sostenendo che si tratti di una difesa indiretta degli interessi dei grandi proprietari.

Come potrebbe andare? L’iniziativa, avendo raccolto un ampio sostegno politico, non dovrebbe avere problemi a passare.

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