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VOTAZIONI

“200 franchi bastano”, tassazione individuale e denaro contante: oggi è il giorno della verità

Ci aspetta una domenica di voto di quelle incandescenti, con diversi oggetti “caldi” in consultazione. Scopriamoli insieme e proviamo a capire come potrebbe andare.
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“200 franchi bastano”, tassazione individuale e denaro contante: oggi è il giorno della verità
Ci aspetta una domenica di voto di quelle incandescenti, con diversi oggetti “caldi” in consultazione. Scopriamoli insieme e proviamo a capire come potrebbe andare.

SAVOSA - Una giornata di votazioni che si preannuncia decisamente ad alta tensione, quella di questa domenica 8 marzo. I cittadini svizzeri sono chiamati alle urne per pronunciarsi su quattro oggetti federali e, per quanto riguarda i ticinesi, anche uno cantonale.

Fra i temi più roventi troviamo senz'altro “200 franchi bastano” per la riduzione del canone radiotelevisivo, ma non solo: c'è anche la (assai divisiva) tassazione individuale delle coppie e l'iniziativa anti-dumping firmata MPS.

Scopriamo nel dettaglio cosa andrà in consultazione, e quali potrebbero essere gli scenari di oggi.

Partiamo la soprannominata “iniziativa per il dimezzamento” (anche se dimezzamento vero e proprio non è), che è molto probabilmente dell'oggetto in votazione più atteso, discusso e controverso.

Di che si tratta? L'iniziativa popolare, portata avanti soprattutto dall'Udc (in Ticino anche Lega) e da una sparuta parte di rappresentanti del Centro, chiede di ridurre l'obolo alla Serafe a 200 franchi (attualmente), esentando dallo stesso le imprese. Gran parte dello spettro politico è contrario (così come il Consiglio federale). Va anche puntualizzato che è già previsto un adeguamento “verso il basso” del canone (a 300 franchi, entro il 2029) con un'esenzione per le aziende con fatturato inferiore a 1,2 milioni di franchi.

Come potrebbe andare? La campagna pre-voto è stata particolarmente accesa, con una forte mobilitazione soprattutto dei contrari. I diversi sondaggi effettuati fino a ora vedono in vantaggio il “no“ (in alcuni casi anche discretamente). Ma poiché si tratta di un tema estremamente delicato e che solletica la “pancia” dell'elettorato, non è escluso che possa rivelarsi più “tirata” del previsto.

Altro oggetto caldo è quello della tassazione individuale per le coppie sposate, anche questo un tema estremamente divisivo e con una maggioranza non così netta.

Di che si tratta? L'idea di base della legge, proposta dalle donne del PLR a cui si sono opposti due referendum, è che le coppie sposate sono, al momento, discriminate dal punto di vista fiscale rispetto a quelle conviventi. Per questo motivo si propone che tutti, sposati e non, vengano tassati comunque individualmente. A beneficiarne, il parere è pressoché unanime, sono soprattutto le coppie con un reddito più o meno equamente ripartito fra i due coniugi, così come quelle pensionate. In caso di disparità, è possibile invece che finiscano per pagare un po' di più. Favorevoli all'iniziativa sono Plr, Ps, Verdi Liberali mentre si oppongono soprattutto i partiti più conservatori, come Centro, Udc e Udf.

Come potrebbe andare? Anche qui i sondaggi vedono avanti il “sì” di qualche punto percentuale ma, secondo gli ultimi sondaggi, i consensi sarebbero in contrazione piuttosto rapida. Probabilmente perché, con l'avvicinarsi del voto, chi era indeciso ha verificato la sua situazione e si è fatto un'idea più pragmatica e meno emotiva. Detto questo, verosimilmente si tratta dell'oggetto in votazione con il destino più incerto.

Passando all'iniziativa per il denaro contante, non dovrebbero esserci molti dubbi: alle urne con buona probabilità passerà un “sì”, che si tratti della proposta originale oppure del controprogetto.

Di che si tratta? La proposta è di iscrivere nella Costituzione quello che viene definito «il principio della disponibilità del contante e sancirvi il franco quale valuta svizzera»: in “soldoni” (perdonateci il gioco di parole) significa che la Confederazione dovrà garantire che il franco ci sarà sempre, anche nella sua forma “fisica”. Il controprogetto del Consiglio federale e del Parlamento non si allontana dalle intenzioni dell'iniziativa, ma ne aggiusta piuttosto la formulazione.

Come potrebbe andare? Ci siamo già “sbottonati” nel cappello introduttivo, all'orizzonte non dovrebbero esserci grandi incognite. Secondo i sondaggi, se dovessero essere approvati sia l'iniziativa sia il controprogetto, a prevalere dovrebbe essere quest'ultimo.

Dulcis in fundo, almeno per quanto riguarda gli oggetti federali, resta il Fondo per il clima, che mira a potenziare la politica energetica elvetica nel segno della sostenibilità.

Di che si tratta? L'iniziativa chiede che, per fare fronte all'emergenza climatica incombente, la Confederazione investa in un fondo ad hoc una cifra variabile (fra lo 0,5% e l'1%) del PIL. Si parla di 4-8 miliardi di franchi che andrebbero a sostenere la lotta alle emissioni, il sostegno alle energie rinnovabili e alla biodiversità.

Come potrebbe andare? A favore del Fondo è praticamente solo il fronte rosso-verde con un'opposizione netta da tutto il resto dello spettro politico (simpatizzanti compresi), così come del Consiglio Federale e del Parlamento. L'eventualità che la proposta possa passare - almeno stando ai sondaggi - appare quindi piuttosto remota.

Per quanto riguarda le votazioni cantonali, l'iniziativa “Rispetto per i diritti di chi lavora! Combattiamo il dumping salariale e sociale!” dell'MPS arriva alle urne dopo sette anni (era il 2019) dalla deposizione delle firme.

Di che si tratta? L'obiettivo dichiarato del testo è quello di lottare contro gli abusi nei confronti dei lavoratori da parte di datori di lavoro e aziende. Per questo motivo, l'iniziativa impone una maggiore trasparenza nei confronti delle autorità da parte dei datori, che devono comunicare al Cantone tutta una serie di informazioni riguardanti i contratti di lavoro e i propri dipendenti. Prevede anche un aumento del personale per l'Ispettorato del lavoro, al fine di un controllo più efficiente.

Come potrebbe andare? A sostenere l'iniziativa sono soprattutto i sindacati e la sinistra, mentre il mondo dell'imprenditoria e il fronte borghese si dichiarano apertamente contrari. Vocalmente contrario è anche il Governo.

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