La "truffa" dei motori ibridi plug-in: «Consumano quattro volte il dichiarato»

Un nuovo studio rivela cosa succede in condizioni reali guidando auto ibride.
BERNA - Fin dal loro lancio, le auto ibride ricaricabili sono state presentate come il «meglio dei due mondi»: motore elettrico a zero emissioni e autonomia garantita dal motore a combustione.
Oggi però le auto elettriche offrono autonomie sufficienti per la maggior parte degli spostamenti, mentre il presunto vantaggio ambientale delle ibride plug-in è messo in discussione da studi recenti, tra cui un’analisi del Fraunhofer Institut e dell’Öko-Institut.
Lo studio ha analizzato i dati OBFCM di circa un milione di veicoli immatricolati in Europa tra il 2021 e il 2023. Il consumo medio reale risulta pari a 5,9 litri/100 km, circa quattro volte superiore ai valori dichiarati e simile a quello di molte auto a combustione.
La discrepanza è dovuta in gran parte alla procedura WLTP, che sottostima le emissioni nella modalità elettrica.
Anche quando prevale il motore elettrico, il motore termico interviene spesso, ad esempio in accelerazione o in salita. In questa modalità il consumo reale è di 2,8 litri/100 km, oltre otto volte il valore previsto. Poiché questa modalità copre circa il 40% dell’utilizzo, l’impatto sulle emissioni medie è rilevante.
Nella modalità di mantenimento della carica, attiva nel 55% dei tragitti, il motore a combustione domina con consumi di 7,4 litri/100 km, portando alla media complessiva di 5,9 litri.
Le conclusioni dello studio di T&E trovano conferma
Risultati analoghi erano già emersi in uno studio 2025 di Transport & Environment. Il divario tra dati reali e WLTP cresce nel tempo: da 3,5 volte nel 2021 a 5 volte nel 2023, a causa di stime troppo ottimistiche sull’uso della modalità elettrica.
Un errore con effetti sulla politica climatica
Le conseguenze sono significative: consumi più alti significano costi maggiori per gli utenti ed emissioni di CO2 superiori a quelle dichiarate. Inoltre, la diffusione delle ibride plug-in ha consentito di vendere più veicoli a combustione, rallentando la transizione verso l’elettrico.
In Svizzera, ciò ha contribuito a emissioni reali più elevate per le nuove immatricolazioni rispetto ai dati ufficiali.
Normative più severe
Già in passato, l'ATA Associazione traffico e ambiente e diversi altri attori avevano sottolineato più volte che le emissioni delle ibride ricaricabili erano in realtà nettamente superiori ai valori ufficiali. Nel frattempo, la necessità di correggere questi valori è stata riconosciuta anche dall’UE. Dal 2025 è stato rafforzato l’«utility factor», con un ulteriore inasprimento previsto nel 2027, nonostante le pressioni contrarie dell’industria.
Secondo gli studi, le nuove regole miglioreranno la rappresentazione dei consumi reali, pur senza eliminarne del tutto il divario.
In prospettiva, le ibride ricaricabili perderanno attrattiva rispetto agli obiettivi di CO2. Gli importatori dovranno aumentare le vendite di auto elettriche e ridurre quelle a combustione per evitare sanzioni.



