Nomine in magistratura, ora scoppia la polemica su un post del PLR

Dalle parole del capogruppo Matteo Quadranti alla richiesta di un contributo finanziario ai neoeletti
Dalle parole del capogruppo Matteo Quadranti alla richiesta di un contributo finanziario ai neoeletti
BELLINZONA - Le nomine giudiziarie decise dal Gran Consiglio continuano a far discutere. A riaccendere il dibattito è stato un post pubblicato dal capogruppo PLR Matteo Quadranti dopo l’elezione di undici magistrati: «Oggi (8 giugno, ndr) in Gran Consiglio abbiamo portato a casa il voto sul Consuntivo e 5 nuovi magistrati Plr su 8 concorsi in magistratura di vari ordini e grado. Forse non tutto come da indicazioni ma direi che il complesso è buono», ha scritto sui social, suscitando interrogativi sulla reale separazione fra politica e magistratura. Lo riporta questa mattina laRegione.
I cinque magistrati a cui fa riferimento Quadranti sono Margaret Kuelen (eletta pp), Anita Bernasconi (sostituta pp), Petra Vanoni (pretore penale ordinario, dopo il potenziamento deciso nei mesi scorsi da governo e parlamento dell’autorità giudiziaria con sede a Bellinzona), Krizia Kono-Genini (gpc: giudice ordinario dei provvedimenti coercitivi) e Monica Sartori-Lombardi.
Secondo quanto riportato dal quotidiano, inoltre, il Consiglio della magistratura è intervenuto per difendere il sostituto procuratore generale Andrea Maria Balerna dalle critiche apparse sulla stampa dopo la sua mancata elezione a giudice del Tribunale penale cantonale. In ballo vi era la sostituzione di Francesca Verda, eletta nel 2018 in quota PLR giudice d’Appello, nel 2019 attribuita al Tribunale penale e nel dicembre 2024 destituita con il collega Siro Quadri (area Centro) in relazione alla vicenda "caos Tpc". Nessuna presa di posizione, invece, sulle parole di Quadranti, considerate dall’autore altrettanto problematiche per l’immagine e l’indipendenza della magistratura.
La polemica riguarda inoltre due magistrate elette dal Parlamento, Monica Sartori-Lombardi e Krizia Kono-Genini, che non erano le candidate ufficiali sostenute dal PLR. Dopo la nomina hanno comunque ricevuto una lettera di congratulazioni firmata dai vertici del partito.
Nello stesso invio figurava però anche una seconda missiva con la richiesta di un contributo volontario di 1'000 franchi a favore del PLR. Quest'ultima firmata dal presidente Alessandro Speziali. Un aspetto che riporta al centro il tema dei versamenti dei magistrati ai partiti di riferimento, una pratica che l’Associazione svizzera dei magistrati aveva già criticato, ritenendo che la sua abolizione rappresenterebbe un segnale concreto a favore dell’indipendenza della magistratura.




