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SVIZZERA

Confisca di gioielli e centri di accoglienza: la Danimarca come modello?

Dopo una votazione potrebbe seguirne subito un'altra: con una nuova iniziativa il consigliere agli Stati PLR Damian Müller vuole inasprire la politica d'asilo svizzera. L'ispirazione la trova in Scandinavia.
20min/Ela Çelik
L'iniziativa «No a una Svizzera da 10 milioni» è stata respinta – ora si cercano altre soluzioni per frenare l'elevata immigrazione.
Confisca di gioielli e centri di accoglienza: la Danimarca come modello?
Dopo una votazione potrebbe seguirne subito un'altra: con una nuova iniziativa il consigliere agli Stati PLR Damian Müller vuole inasprire la politica d'asilo svizzera. L'ispirazione la trova in Scandinavia.

ZURIGO - Domenica l'iniziativa UDC per una Svizzera con meno di 10 milioni di abitanti è stata respinta con il 55% dei voti. Tuttavia, la questione dell'immigrazione è tutt'altro che risolta. E il PLR è passato subito al contrattacco: con una nuova iniziativa, il consigliere agli Stati lucernese Damian Müller vuole stringere ulteriormente le maglie del sistema d'asilo svizzero.

La Danimarca come modello
Müller si lascia ispirare dalla Danimarca, che negli ultimi anni ha notevolmente inasprito la propria politica d'asilo (nonostante il paese sia governato dal 2019 da una coalizione socialdemocratica).

La politica d'asilo restrittiva si riflette anche nei numeri: in Svizzera il numero di domande d'asilo (ogni 100mila abitanti) è aumentato del 42% nel 2010. In Danimarca, nello stesso periodo, è diminuito del 65%. Cosa c'è dietro?

Protezione temporanea invece di integrazione
Il fulcro del modello danese è il cosiddetto cambio di paradigma: l'asilo viene inteso maggiormente come un soggiorno a tempo determinato. Il permesso di soggiorno viene regolarmente verificato e può essere revocato o non rinnovato se la situazione nel paese d'origine migliora. L'integrazione passa così in secondo piano.

Ricongiungimento familiare più difficile
Un punto particolarmente controverso è il ricongiungimento familiare. Sebbene questo, di solito, riguardi sia in Svizzera che in Danimarca il nucleo familiare stretto, cioè coniugi e figli minorenni, la Danimarca pone ostacoli più stringenti: le persone con status di protezione temporanea possono presentare una richiesta solo dopo un periodo di attesa di due anni.

L'opposto di una cultura dell'accoglienza
La Danimarca mira non solo ad accelerare il rimpatrio dei richiedenti asilo respinti, ma anche a rendersi una destinazione meno attraente in generale. Questo obiettivo dovrebbe essere raggiunto principalmente attraverso la riduzione delle prestazioni di assistenza sociale. Particolarmente controversa è la cosiddetta "clausola sui gioielli", che consente alle autorità di confiscare denaro contante e oggetti di valore (come gioielli costosi) ai richiedenti asilo che superano una certa soglia, al fine di finanziarne il soggiorno. I richiedenti asilo respinti che non lasciano il paese volontariamente vengono ospitati in centri di partenza speciali.

Esternalizzazione in paesi terzi
La Danimarca ha creato le basi legali per poter trasferire le procedure d'asilo in paesi terzi. Tuttavia, questo modello non è stato finora attuato nella pratica. Anche altri paesi mostrano quanto siano difficili tali piani: la Gran Bretagna, ad esempio, ha fallita con il suo piano Ruanda dopo anni di procedure e controversie politiche. I centri italiani in Albania sono sì aperti, ma rimangono anch'essi oggetto di forti controversie.

I critici accusano il modello danese di scoraggiare consapevolmente i richiedenti protezione, minando così il diritto all'asilo. L'accento sul soggiorno temporaneo, il periodo di attesa per il ricongiungimento familiare e la verifica regolare del permesso di soggiorno creano insicurezza, ostacolano l'integrazione e possono separare le famiglie per anni.

Müller: «Il modello è conforme alla legge»
Per Damian Müller è chiaro: la Svizzera deve ridurre drasticamente il numero di domande d'asilo. «Tutto il resto non è sostenibile per la società e la collettività.» Nel frattempo, relativizza le critiche al modello danese: «La Danimarca ha introdotto tutte queste misure come Paese membro dell'UE». Ciò significa che anche la Svizzera potrebbe adottarle nel rispetto degli accordi bilaterali e Schengen/Dublino.

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