La canicola giova al turismo grigionese

Gli addetti ai lavori sono sicuri: la stagione 2026 sarà sicuramente un successo
DAVOS - Le temperature elevate spingono i turisti svizzeri verso le destinazioni di montagna, dove l'aria è un po' più fresca. Secondo Svizzera Turismo e Grigioni vacanze si registra una vera e propria «fuga dal caldo» dalle città in pianura.
«Numerose località grigionesi hanno registrato un aumento della domanda già dopo la prima ondata di caldo in giugno», ha dichiarato il portavoce di Grigioni vacanze, Luzi Bürkli, a Keystone-ATS. Malgrado non ci siano ancora delle cifre riguardanti i pernottamenti, secondo Bürkli la stagione estiva 2026 sarà sicuramente un successo.
Già l'anno scorso il Canton Grigioni è stata una meta ambita dai turisti. Secondo un comunicato dell'Ufficio dell'economia e del turismo del dicembre 2025, l'estate scorsa è stata la più frequentata degli ultimi 15 anni con 2,61 milioni di pernottamenti, esclusi gli anni di pandemia nel 2021 e 2022. La scorsa estate il turismo grigionese ha anche registrato un aumento superiore alla media nazionale.
Stagione iniziata in anticipo in Engadina
Il portavoce di Grigioni vacanze conferma così il sondaggio condotto da Svizzera Turismo in tutte le regioni linguistiche. A causa delle condizioni meteorologiche la stagione estiva in Engadina, ad esempio, è iniziata prima del solito. Invece di picchi di prenotazioni isolati, la capacità ricettiva è rimasta costantemente elevata per giugno, luglio e pure per agosto. Gli albergatori engadinesi hanno inoltre segnalato che alcuni visitatori hanno prolungato il loro soggiorno a causa del caldo. La maggior parte degli ospiti provengono dalla Svizzera e dalla Germania, seguiti dagli Stati Uniti.
Pure nella regione di Davos-Klosters si nota che i turisti cercano refrigerio nelle regioni di montagna vicine ai laghi.
Capanne alpine ben frequentate
La tendenza è stata confermata anche dal Club alpino svizzero (CAS), interpellato da Keystone-ATS. « Le ondate di calore come quella attuale suscitano il desiderio di trovare refrigerio in regioni più alte e quindi meno calde. Di conseguenza, in montagna c'è più gente e anche le nostre capanne sono più frequentate», ha scritto il CAS ieri.



