Basta un click e piovono fatture del servizio hot

Ancora una "vittima" degli abbonamenti di Obligo AG. Ma questa volta l'iscritto al servizio a luci rosse non è uno sprovveduto. E risponde per le rime.
MENDRISIO - «Basta un click», recitava il claim di un noto podcast. E qui, in effetti, è bastato davvero un click. Così il figlio di C.*, scrollando sullo smartphone, ha sottoscritto un abbonamento a un servizio per adulti offerto da Swissolvedate.ch, dopo aver sfiorato per caso un banner pubblicitario su qualche social, racconta il genitore dell’adolescente.
Poco dopo è arrivata la fattura, emessa dall’azienda Obligo AG. Un nome che a qualcuno potrebbe suonare familiare: ne avevamo già parlato in relazione a un caso analogo che aveva coinvolto un pensionato del Sopraceneri.
Da allora - era circa un anno fa - le tariffe sono aumentate. I 130.80 franchi necessari per sottoscrivere il servizio (di cui non è chiara l'offerta, visto che persino il nostro motore di ricerca ne blocca l’accesso) sono diventati 166,80. C., preso in mano il "bollettino", ha deciso di non pagare, intuendo subito l’irregolarità della richiesta.
Nemmeno un mese dopo, il primo sollecito: «Siamo certi che la scadenza della fattura in sospeso le è sfuggita per sbaglio», si legge nella raccomandata. La tariffa, ovviamente, viene caricata di costi aggiuntivi e arriva a 181,80 franchi.
Poche settimane, ed ecco l’ultima intimazione di pagamento. «Nonostante il nostro precedente sollecito, ad oggi non abbiamo ancora potuto registrare alcun pagamento. Con la presente riceve un’ultima scadenza per saldare l’importo di 196.80 franchi», incalza la Obligo AG.
La reazione tramite raccomandata
A quel punto C., tutt’altro che sprovveduto, decide di reagire. La raccomandata che invia è concisa e formale: «Vi scrivo in merito ai continui solleciti di pagamento relativi a un presunto abbonamento al sito Swisslovedate.ch, che dichiaro di non aver mai stipulato, riferito al numero xxx a me intestato. Con la presente contesto integralmente e formalmente la fattura xxx», sottolinea. Prosegue poi: «Qualora riteniate esistente un valido contratto, vi invito a trasmettermi immediatamente copia completa della documentazione contrattuale comprensiva di: contratto sottoscritto con mia firma; prova inequivocabile della mia accettazione; eventuali conferme via e-mail; prova del metodo di pagamento indicato; condizioni generali accettate e termini contrattuali vigenti al momento della presunta adesione. In assenza di tali prove, respingo ogni vostra pretesa economica. Preciso inoltre che, qualora il contratto fosse stato concluso senza consenso valido o mediante errore o inganno, esso è da ritenersi contestato e annullabile ai sensi dell’art. 28 CO svizzero. Vi diffido pertanto dal proseguire con ulteriori richieste di pagamento, segnalazioni pregiudizievoli, cessioni del presunto credito o altre iniziative prive di valido fondamento. La presente costituisce formale contestazione del credito e non rappresenta in alcun modo riconoscimento di debito».
«Possono diventare molto insistenti»
Una mossa utile, anche per prevenire eventuali interventi di agenzie di recupero crediti. Come spiegava un anno fa Ivan Campari dell’Associazione consumatrici e consumatori della Svizzera italiana (ACSI): «Queste aziende possono diventare molto insistenti, arrivando - sollecito dopo sollecito e mora dopo mora - a coinvolgere servizi di riscossione piuttosto aggressivi».
«Di sicuro - sottolineava Campari - si tratta di una pratica commerciale sleale e siamo di fronte a contratti di fatto non validi e non vincolanti».
Segnalazioni di questo tipo, veniva spiegato, arrivano «regolarmente», nell’ordine di «una o due a settimana». E probabilmente sono molti coloro che pagano senza segnalare, per imbarazzo legato alla natura dei servizi a cui si sono ritrovati iscritti per errore.
*nome noto alla redazione.



