Cerca e trova immobili
CANTONE

Mille tonnellate all'anno su 156 chilometri: «Non c'è coerenza»

Smaltimento dei rifiuti vegetali: anche Locarno si affida all'opzione Landquart. E l'ecologia? Ora scatta l'interrogazione al Municipio.
Ti-Press (archivio)
Fonte Redazione tio.ch
Mille tonnellate all'anno su 156 chilometri: «Non c'è coerenza»
Smaltimento dei rifiuti vegetali: anche Locarno si affida all'opzione Landquart. E l'ecologia? Ora scatta l'interrogazione al Municipio.

LOCARNO - La meta è sempre Landquart, nei Grigioni, quando invece ci sarebbero soluzioni decisamente più vicine e locali. A Landquart c'è una delle sette aree di smaltimento di rifiuti verdi della multinazionale Axpo. Anche Locarno ha scelto questa via per smaltire gli scarti vegetali. E si parla, come riporta una recentissima interrogazione al Municipio firmata da Marko Antunovic e da altri politici cittadini*, di ben 1'000 tonnellate all'anno caricate su un tragitto lungo 156 chilometri.

Un tema di stretta attualità
«Lo spostamento – si legge nel testo – genera oltre 6,5 tonnellate di CO2 immesse sul territorio ogni anno. Si tratta di 6,5 tonnellate di CO2 che vanno a pesare sull’efficacia della politica ambientale elvetica che, giustamente, l’Accademia svizzera di scienze naturali definisce “poco coerente e poco lungimirante”». Il tema è tornato di strettissima attualità. Dopo l'articolo di tio.ch in cui si evidenziava come l'opzione Landquart fosse praticamente un trend per diversi Comuni ticinesi, vi è stata l'interpellanza al Consiglio di Stato firmata da Sara Beretta Piccoli e cofirmata da 14 deputati di diverse aree politiche. L'atto parlamentare denunciava una presunta incoerenza tra gli obiettivi ambientali dichiarati e le pratiche adottate da diversi Comuni. Beretta Piccoli, che è anche consigliera comunale a Lugano, già qualche settimana prima aveva sollevato il tema proprio a livello comunale, ponendo una raffica di quesiti a chi gestisce la questione rifiuti vegetali in riva al Ceresio.

Tutte le domande al Municipio
Ora ci si interroga anche in Piazza Grande. «Considerando che ci sono impianti di smaltimento a meno di 20 chilometri da Locarno, si evince che gli obiettivi dichiarati dalle autorità superiori sono in contrasto con la politica applicata dalla Città. Se no, per quale motivo la Città non si impegna di più per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità ambientale del 2030, legati all'Agenda ONU, che fanno parte delle strategie climatiche svizzere?» 

E poi ecco una lunga serie di domande.

- Quali sono stati gli elementi determinanti che hanno portato alla scelta dell’attuale soluzione per lo smaltimento degli scarti vegetali, in particolare rispetto ad alternative geograficamente più vicine?
- In che modo il Municipio interpreta e applica il principio del “miglior valore” nelle procedure di appalto, e come tale principio è stato declinato nel caso specifico? 
- È prevista una rivalutazione futura delle modalità di smaltimento degli scarti vegetali, anche alla luce degli obiettivi di riduzione delle emissioni? 
- Secondo la pubblicazione del Foglio Ufficiale concernente l’ultimo bando di concorso della città sullo smaltimento degli scarti vegetali i criteri di aggiudicazione erano i seguenti: 
1. Prezzo 50% 
2. Idoneità del prodotto 20% 
3. Referenze 12% 
4. Distanza del luogo di consegna 10% 
5. Formazione apprendisti 5% 
6. Perfezionamento professionale 3%
Comprendendo gli obbiettivi di sostenibilità ambientale dichiarati, è ovvio che bisogna considerare l’intero ciclo della prestazione, considerando anche le distanze percorse dai rifiuti. Il principio della buona fede lo imporrebbe. È intenzione del Municipio adeguare il proprio agire alle direttive superiori? 
- I punti 5 e 6 concernono la formazione e il perfezionamento professionale. I criteri relativi alla formazione e al perfezionamento professionale presuppongono competenze specifiche: esistono percorsi formativi riconosciuti per l’attività di compostaggio? Se sì, dove vengono erogati? 
- Delle 1’000 tonnellate complessive, quante sono riconducibili alla raccolta comunale e quante provengono da utenze private?
- È prevista un’informazione regolare e mirata rivolta ai privati, affinché possano gestire in modo autonomo i propri scarti vegetali, anche a beneficio dell’ambiente e della biodiversità?
- Delle ramaglie delle potature cittadine cosa ne fa il Comune? 

* Ecco l'elenco completo dei firmatari: Marko Antunović, Mariachiara Cotti, Nadia Mondini, Ariele de Stephani, Francesco Albi, Lorenza Bardelli e Frano Dragun


Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
Naviga su tio.ch senza pubblicità Prova TioABO per 7 giorni.

Sappiamo quanto sia importante condividere le vostre opinioni. Tuttavia, per questo articolo abbiamo scelto di mantenere chiusa la sezione commenti.

Su alcuni temi riceviamo purtroppo con frequenza messaggi contenenti insulti e incitamento all'odio e, nonostante i nostri sforzi, non riusciamo a garantire un dialogo costruttivo. Per le stesse ragioni, disattiviamo i commenti anche negli articoli dedicati a decessi, crimini, processi e incidenti.

Il confronto con i nostri lettori rimane per noi fondamentale: è una parte centrale della nostra piattaforma. Per questo ci impegniamo a mantenere aperta la discussione ogni volta che è possibile.

Dipende anche da voi: con interventi rispettosi, costruttivi e cortesi, potete contribuire a mantenere un dialogo aperto, civile e utile per tutti. Non vediamo l'ora di ritrovarvi nella prossima sezione commenti!
NOTIZIE PIÙ LETTE