Caso Hospita: Andrea Giudici rimane nella Cpi

L'Ufficio presidenziale del parlamento respinge la richiesta dell'Mps
L'Ufficio presidenziale del parlamento respinge la richiesta dell'Mps
BELLINZONA - L'Ufficio presidenziale del Gran Consiglio chiude la porta alla richiesta dell'Mps di escludere Andrea Giudici dalla Commissione parlamentare d'inchiesta sul caso Hospita. Dopo gli approfondimenti effettuati, l'organismo guidato dalla presidente del Gran Consiglio Daria Lepori, stando a quanto riferisce questa mattina laRegione, non ha infatti ravvisato elementi tali da giustificare una revisione della composizione della Cpi istituita lo scorso gennaio e composta da Natalia Ferrara (PLR, presidente della Cpi), Giuseppe Cotti (Centro), Maurizio Canetta (Ps), Samantha Bourgoin (Verdi) ed Evaristo Roncelli (Avanti con Ticino&Lavoro).
La richiesta era stata presentata ad aprile dai deputati del Movimento per il socialismo (MPS) Giuseppe Sergi e Matteo Pronzini. Secondo i due granconsiglieri, il deputato Udc e avvocato Andrea Giudici avrebbe partecipato, oltre vent'anni fa e nell'ambito dello studio legale del padre Luciano Giudici, alla difesa di Eolo Alberti nella vicenda dei cosiddetti falsi medici di Cimo. Alberti è oggi una delle figure centrali del caso Hospita ed è stato recentemente rinviato a giudizio per presunti reati finanziari, accuse che respinge.
Nell'istanza, Sergi e Pronzini richiamavano in particolare il possibile conflitto d'interessi previsto dall'articolo 50 della Legge sul Gran Consiglio.
L'Ufficio presidenziale, dal canto suo, nella risposta indirizzata ai due deputati afferma di aver esaminato la documentazione trasmessa, raccolto ulteriori informazioni e valutato gli aspetti procedurali e giuridici della questione. Al termine delle verifiche, l'Up ha concluso che non vi sono «fatti nuovi o circostanze eccezionali» tali da giustificare la riapertura della decisione adottata dal Gran Consiglio il 26 gennaio scorso sulla composizione della Commissione.
Non solo. Dagli accertamenti svolti, scrive ancora l'Ufficio presidenziale, «non sono emersi elementi che consentano di ravvisare una situazione di collisione d'interessi» ai sensi della legislazione cantonale. Per questo motivo l'organo ritiene concluso l'esame della richiesta e non vede «motivi sufficienti per promuovere ulteriori iniziative volte al riesame della composizione della Commissione parlamentare d'inchiesta sul caso Hospita».




