Cerca e trova immobili
CANTONE

Caso Hospita, «c'è un nuovo problema» nella CPI

L'MpS scrive al presidente del Gran Consiglio segnalando una «collisione d'interessi» nella presenza di Andrea Giudici: «Era attivo nello studio paterno che difese Eolo Alberti nel 2004», nel caso dei "falsi medici" di Cimo
Ti-Press
Caso Hospita, «c'è un nuovo problema» nella CPI
L'MpS scrive al presidente del Gran Consiglio segnalando una «collisione d'interessi» nella presenza di Andrea Giudici: «Era attivo nello studio paterno che difese Eolo Alberti nel 2004», nel caso dei "falsi medici" di Cimo

BELLINZONA - Aveva parlato di scelte «non convincenti» l'MPS quando, agli inizi di marzo, sollecitava il governo (a mezzo interpellanza) sulla scelta degli esperti nominati dalla CPI sul Caso Hospita. In particolare, la figura dell'avvocato Piffaretti-Lanz. Ora, a finire sotto la lente di Giuseppe Sergi e Matteo Pronzini è la composizione stessa della Commissione parlamentare d'inchiesta. I due deputati hanno scritto al presidente del Gran Consiglio, Fabio Schnellmann, segnalando una «conflittualità di interessi» legata alla presenza del deputato Andrea Giudici.

Citando un articolo pubblicato nel gennaio 2004 dal Giornale del Popolo, l'MpS scrive che «nel procedimento penale che ha coinvolto il signor Alberti nella vicenda dei cosiddetti “falsi medici” di Cimo la difesa fu assunta dallo studio dell'avvocato Luciano Giudici, padre del deputato. Dalle informazioni raccolte, il deputato Andrea Giudici risultava già attivo quale avvocato nello studio paterno e avrebbe partecipato direttamente ad attività connesse a tale procedimento».

L'imparzialità, anche agli occhi
La vicenda, prosegue la missiva indirizzata al Primo cittadino del Cantone, «è importante e assume particolare gravità per il potenziale condizionamento — anche solo sotto il profilo dell’apparenza — che una simile pregressa relazione professionale può determinare nell’ambito di un’inchiesta parlamentare. In un contesto così delicato, non è sufficiente che l’imparzialità sia effettivamente garantita: è altrettanto imprescindibile che essa appaia tale in modo inequivocabile agli occhi dell’opinione pubblica».

In seguito alla precedente segnalazione dell'MpS, quella relativa alla nomina dei periti, l'Ufficio presidenziale aveva risposto lo scorso 27 marzo, confermando di aver «preso atto delle considerazioni esposte» e, «considerata la sensibilità della materia», di aver trasmesso la segnalazione alla CPI «affinché ne prenda conoscenza e valuti autonomamente le eventuali conseguenze nell’ambito delle proprie competenze». Questo perché, «l’Ufficio presidenziale non dispone di una competenza che gli consenta di intervenire sulle decisioni assunte dalla CPI in merito alla designazione».

«Una questione di tutela dell'integrità istituzionale del Parlamento»
Questa volta, dato che l'elezione dei membri della CPI rientra nel perimetro del legislativo cantonale, Sergi e Pronzini chiedono che la questione venga messa all'ordine del giorno della prossima sessione parlamentare, perché si tratta «non solo di opportunità politica», ma di «una questione sostanziale di tutela dell’integrità istituzionale del Parlamento». E aggiungono che, in base all'articolo 50 della Legge sul Gran Consiglio, Andrea Giudici «non avrebbe neppure potuto partecipare alla discussione e al voto sull’istituzione della CPI».

«La presenza, all’interno della CPI, di un membro che ha avuto un coinvolgimento in un procedimento riguardante la figura centrale dell’inchiesta rischia di compromettere la credibilità stessa dei lavori della Commissione e di alimentare dubbi circa la piena indipendenza del suo operato».

Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
Naviga su tio.ch senza pubblicità Prova TioABO per 7 giorni.
COMMENTI
NOTIZIE PIÙ LETTE