Cinque milioni di franchi andati in fumo...ecco come

Calano le cybertruffe ma i ransomware si confermano una minaccia importante.
BELLINZONA - Nel 2025 in Ticino si è registrata una lieve diminuzione dei reati legati alla criminalità digitale (-8%). In particolare, dopo l’incremento del 34% rilevato nel 2024, si è osservata una riduzione delle cybertruffe (-16%). Lo comunica oggi la Polizia cantonale tracciando un'analisi del fenomeno nel contesto del rapporto di attività annuale.
Le indagini si sono concentrate in particolare su fenomeni consolidati negli ultimi anni, come le truffe di tipo Business Email Compromise (BEC), gli attacchi ransomware e i furti di criptovalute.
Attacchi dall'estero - Lo scorso anno la Sezione analisi tracce informatiche (SATI) ha portato avanti 41 incarti (50 nel 2024), effettuato 86 perquisizioni per altri servizi (52), eseguito 1’336 analisi informatico-forensi (1’121), elaborato 50 analisi criminali operative (53) e collaborato durante 43 ricerche d’emergenza (29). Gli inquirenti della SATI hanno inoltre fornito supporto tecnico ad altri servizi della Polizia cantonale in 101 occasioni, contribuendo a tracciare i flussi di criptovalute, identificare le tracce digitali e, quando necessario, procedere con richieste ai provider esteri e agli Exchange (Internet Exchange Points, nodi nella rete) conformemente alla Convenzione sulla cybersicurezza.
Le indagini per identificare gli autori si confermano complesse, poiché spesso operano dall’estero e utilizzano sistemi per mantenere l’anonimato.
I reati legati alla criminalità digitale sono diminuiti dell’8% rispetto all’anno scorso. In particolare, dopo l’aumento del 34% nel 2024, le cybertruffe sono calate del 16%. In questo ambito, alcuni fenomeni comunque già circoscritti negli anni precedenti, hanno mostrato una contrazione: tra questi i negozi online fraudolenti (da 9 a 1 caso), le Romance Scam (da 13 a 2) e le truffe legate ai piccoli annunci, nella casistica “merce venduta non consegnata” (da 11 a 3).
5 milioni persi con i ransomware - La maggior parte delle attività investigative della SATI si è concentrata sui fenomeni del ransomware, con 9 inchieste aperte (6 nel 2024), delle truffe di tipo Business Email Compromise (BEC), con 8 inchieste (11) e dei furti di criptovalute (8 inchieste). In totale hanno comportato un danno economico effettivo superiore a 5 milioni di franchi.
40 milioni recuperati - Il tempestivo intervento degli inquirenti in casi segnalati ha permesso invece di bloccare e recuperare versamenti per un totale di circa 40 milioni di franchi e 47’000 dollari. Sempre nell’ambito delle attività investigative, la SATI ha cooperato in 23 occasioni con autorità estere nell’ambito della Convenzione sulla cibercriminalità per la conservazione di dati presenti su server di società ticinesi e ha evaso 5 richieste di assistenza giudiziaria internazionale.



