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Bagno di folla per gli eroi rossocrociati: «Orgogliosi di voi»

Dopo il quarto di finale mondiale, la Nazionale è tornata a casa ed è stata accolta a Zurigo. La sciocchezza di Embolo non cancella un mese indimenticabile.
Bagno di folla per gli eroi rossocrociati: «Orgogliosi di voi»
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Bagno di folla per gli eroi rossocrociati: «Orgogliosi di voi»
Dopo il quarto di finale mondiale, la Nazionale è tornata a casa ed è stata accolta a Zurigo. La sciocchezza di Embolo non cancella un mese indimenticabile.
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ZURIGO - Ci hanno fatto vibrare, esultare, soffrire e sognare. Hanno unito un intero Paese. Per seguirli ci siamo svegliati all’alba o abbiamo fatto notte fonda. Per oltre un mese la Svizzera ha vissuto un sogno collettivo: piazze gremite, schermi giganti presi d’assalto, bandiere rossocrociate ovunque, caroselli di festa. Quel sogno si è infranto domenica notte contro l’Argentina. Ma una sconfitta, per quanto dolorosa, non cancella l’orgoglio, il senso di appartenenza e quella «svizzeritudine» che questa Nazionale ha saputo risvegliare in tutto il Paese.

L’obiettivo era chiaro fin dall’inizio: «disputare il miglior Mondiale di sempre». Missione compiuta. La Svizzera ha riscritto la propria storia, tornando tra le migliori otto del pianeta a 72 anni dall’ultima volta, grazie alla storica qualificazione ai rigori contro la Colombia, prima di arrendersi soltanto ai campioni del mondo in carica.

Oggi la squadra è rientrata in patria. Atterrata alle 10.15 all’aeroporto di Kloten, è stata accolta da un autentico bagno di folla alla Turbinenplatz di Zurigo. Migliaia e migliaia di tifosi hanno tributato un’accoglienza da eroi ai giocatori rossocrociati, chiamati sul palco uno a uno con indosso una maglietta celebrativa con la scritta "HISTORY". Applausi, cori, striscioni di ringraziamento («Thank You», «History Makers»), un mare di bandiere rossocrociate e perfino una gigantesca "ola" collettiva hanno trasformato la piazza in una vera festa.

Non sono mancati nemmeno cori e cartelloni di sostegno a Breel Embolo, nonostante la sciocchezza costata l’espulsione contro l’Argentina. Tra i più curiosi, quello esibito da un tifoso ticinese: «Caro Breel, sei innocente. Il problema è che il nostro Presidente non è influente», chiaro riferimento al caso Balogun e alla discussa telefonata di Donald Trump a Gianni Infantino. Al momento della presentazione del numero 7, l’intera piazza gli ha dedicato un coro sulle note di The Lion Sleeps Tonight: «I de Nati, de Schwizer Nati, do isch de Breel dihei, oh Embolo, oh Embolo!».

ImagoEmbolo sostenuto dai tifosi.

Un abbraccio collettivo che dimostra come i tifosi abbiano già scelto di perdonare l’attaccante per l’ingenua simulazione contro l’Argentina, costata il secondo cartellino giallo dopo l’intervento del VAR, episodio che ha cambiato il destino della partita rilanciando un’Albiceleste fino a quel momento in difficoltà.

Con il passare delle ore, rabbia e delusione hanno quindi lasciato spazio alla riconoscenza. Perché una sciocchezza, per quanto grave, non può cancellare il percorso di una squadra che ha fatto innamorare un’intera nazione. Le lacrime, anche quelle dell’attaccante subito dopo il rosso, si sono trasformate oggi in sorrisi, in gioia, in orgoglio. In una festa a tinte rossocrociate.

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