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Balogun, il retroscena che scuote la FIFA: «Ha deciso solo Al-Kamali»

L'indiscrezione del Times alimenta i dubbi sulla revoca della squalifica dell'attaccante statunitense e sulle procedure seguite dalla Commissione disciplinare.
Balogun, il retroscena che scuote la FIFA: «Ha deciso solo Al-Kamali»
IMAGO/ZUMA Press Wire
Balogun, il retroscena che scuote la FIFA: «Ha deciso solo Al-Kamali»
L'indiscrezione del Times alimenta i dubbi sulla revoca della squalifica dell'attaccante statunitense e sulle procedure seguite dalla Commissione disciplinare.
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ZURIGO - Il caso Folarin Balogun continua ad alimentare polemiche a livello internazionale. Dopo la contestata revoca della squalifica dell'attaccante statunitense, nuove indiscrezioni del quotidiano britannico "The Times" gettano ulteriore benzina sul fuoco, sollevando dubbi sulle modalità con cui è stata presa la decisione.

Balogun era stato espulso nei sedicesimi di finale per un intervento involontario, ma giudicato eccessivamente severo, ai danni del bosniaco Tarik Muharemovic. La squalifica automatica di una giornata venne però cancellata dalla FIFA alla vigilia dell'ottavo di finale contro il Belgio, poi perso dagli Stati Uniti per 4-1. Una vicenda finita al centro delle polemiche anche per la telefonata con cui Donald Trump aveva chiesto una revisione del provvedimento.

Secondo The Times, la decisione non sarebbe stata presa dall'intera Commissione disciplinare della FIFA, composta da 18 membri, ma da una sola persona: il presidente dell'organo, l'emiratino Mohammad Al-Kamali, che avrebbe dato il via libera senza consultare gli altri componenti.

Una ricostruzione destinata a far discutere. Anche perché la FIFA aveva giustificato il provvedimento richiamando l'articolo 27 del proprio Codice disciplinare, trasformando la squalifica in un «periodo di prova» di un anno e in una multa di 40.000 dollari, attraverso un comunicato ritenuto da molti poco trasparente.

Il quotidiano londinese evidenzia inoltre come decisioni di questo tipo vengano normalmente affidate a un collegio di tre membri della Commissione disciplinare. In passato alcuni casi sono stati effettivamente decisi da un singolo componente, ma quasi sempre dal vicepresidente del comitato, il colombiano Jorge Palacio, e non dal presidente stesso. Una differenza che continua ad alimentare dubbi e polemiche attorno al caso Balogun.

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