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"Mollata" da Embolo, la Svizzera è affondata: «Ha fallito»

«Breel non è più un ragazzino, ormai va per i 30 anni»
"Mollata" da Embolo, la Svizzera è affondata: «Ha fallito»
Imago
"Mollata" da Embolo, la Svizzera è affondata: «Ha fallito»
«Breel non è più un ragazzino, ormai va per i 30 anni»
Arno Rossini: «La Svizzera avrebbe vinto, ne sono sicuro».
Mondiali12.07.2026
Argentina
3 - 1
Svizzera
MONDIALI 2026: Risultati e classifiche

KANSAS CITY - Un fallo inutile, una simulazione sanguinosissima. Per questi sarà ricordato Breel Embolo. Con questi ha “segnato” la sfida all’Argentina, che avrebbe potuto portare la Svizzera alla semifinale del Mondiale. Invece che una rete, la punta ha marchiato il confronto con un intervento evitabile e una sceneggiata. Due “decisioni” che gli sono costate altrettanti cartellini gialli e che hanno costretto la Nazionale a giocare in inferiorità numerica contro i campioni del mondo in carica.

Come sarebbe finita la sfida se non ci fosse stata l’espulsione non lo possiamo sapere; quello che però è chiaro è che, una volta ancora, il 29enne attaccante ha fallito. E lo ha fatto in un momento delicatissimo.

«Quel che ha fatto Breel è imperdonabile - ha sottolineato Arno Rossini - ha tradito la Svizzera. La squadra, i tifosi».

Due gialli, di cui uno, il secondo, in una situazione particolare. Può capitare.
«Non deve capitare, perché non stiamo parlando di un intervento scomposto, fatto magari per salvare un’azione pericolosa. Ha preso un giallo, il primo, per un fallo inutile a centrocampo. E un altro per una simulazione. Lontano dall’area poi. Quando si è già ammoniti, i giocatori lo sanno, non si possono più fare sciocchezze. Ed Embolo non è un ragazzino inesperto, ormai va per i 30 anni. Non c’è molto altro da aggiungere: ha deluso, ha aggiunto un fatto negativo a un Mondiale nel quale non ha mai reso come ci si aspettava».

Il dubbio venuto a tutti è: fossimo rimasti in undici contro undici…
«La Svizzera avrebbe vinto. Ne sono sicuro. Aveva preso in mano la partita. Aveva preso le misure a un avversario che si è dimostrato molto più debole di quanto si pensasse. Stava dominando. Invece quell’episodio ha cambiato proprio tutto. Non solo a livello numerico. Anche a livello mentale. È un gran peccato. Chissà quando ricapiterà un’occasione del genere. Lì, a un passo dalla semifinale del Mondiale…».

Anche in inferiorità numerica i rossocrociati hanno fatto la loro partita.
«Sono stati bravi a contenere l’Argentina, giocando però troppo “bassi”, troppo vicini alla loro area. Forse, a quel punto, avrebbe avuto senso provare a inserire un giocatore offensivo in grado di “spaventare” i rivali, così da tenerli un po’ più lontani da Kobel. Magari Okafor. Ecco, la gestione di Noah non l’ho capita: perché portarlo per non dargli mai spazio? Eppure stiamo parlando di un giocatore di qualità, reduce da una buona annata».

La storia è stata scritta con la prima qualificazione ai quarti dopo 72 anni. La partecipazione alla Coppa del mondo si può dunque archiviare come positiva?
«Assolutamente. La Nazionale si è dimostrata solida e competitiva, è cresciuta nelle settimane fino ad arrivare a firmare prestazioni importanti nella fase a eliminazione diretta. Fosse arrivata la semifinale il torneo sarebbe stato eccezionale. Ora va considerato ottimo, con una macchia finale».

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