«L'arbitro sul banco degli imputati? No, la colpa è di Embolo»

L'ex arbitro UEFA Francesco Bianchi assolve Pinheiro e difende l'applicazione del protocollo "Mistaken Identity": «Il VAR ha fatto soltanto rispettare il regolamento».
LUGANO - L'arbitro portoghese João Pinheiro è finito nell'occhio del ciclone dopo la direzione del quarto di finale tra Svizzera e Argentina. Diversi giocatori elvetici gli contestano una gestione della gara «a senso unico», accusandolo di aver favorito, nei momenti chiave, i campioni del mondo in carica.
A far esplodere le polemiche è stato soprattutto l'episodio del secondo cartellino giallo a Breel Embolo. Grazie alla nuova procedura "Mistaken Identity", il VAR ha revocato l'ammonizione inizialmente mostrata a Paredes, assegnandola all'attaccante svizzero per simulazione. Embolo, già ammonito, è così stato espulso.
Una decisione che ha fatto discutere, ma che secondo Francesco Bianchi, ex arbitro ticinese e osservatore UEFA, è stata applicata correttamente.
Come giudica la direzione arbitrale di João Pinheiro? È stata davvero a senso unico come sostengono diversi giocatori svizzeri?
«Onestamente no. A mio avviso Pinheiro ha confermato quanto di buono aveva già mostrato nelle precedenti partite del Mondiale, compresa Svizzera-Bosnia. Non è stata una direzione perfetta, ma la linea disciplinare mi è sembrata equa: 3 gialli per l'Argentina, 2 per la Svizzera (entrambi a Embolo, ndr). Parlare di arbitraggio di parte mi sembra poco corretto. Anche perché non ci sono stati episodi cruciali degni di nota. L'ho visto sereno, autorevole e coerente. Va inoltre ricordato che ai Mondiali la linea disciplinare è diversa rispetto ai campionati nazionali o alle competizioni UEFA».
L'episodio del secondo giallo a Embolo ha però fatto molto discutere. È stato corretto applicare la "Mistaken Identity"?
«Sì. È esattamente uno dei casi per cui è stato introdotto questo protocollo. Dal campo sembrava che Paredes avesse commesso fallo e l'arbitro lo ha ammonito. Le immagini, però, mostrano chiaramente che il fallo non c'è e che Embolo simula in maniera evidente, direi lampante. A quel punto il VAR può intervenire per correggere l'identificazione del giocatore sanzionato. Il testo della regola 5 recita infatti che "il VAR può intervenire quando a un giocatore è stato mostrato erroneamente un cartellino giallo o rosso, mentre il fallo è stato commesso da un altro giocatore di una delle due squadre". Era già successo anche nella partita tra Stati Uniti e Paraguay».
Quindi il cartellino a Embolo è corretto?
«Assolutamente sì. Una volta riviste le immagini, il giallo a Paredes non poteva restare, mentre la simulazione di Embolo meritava l'ammonizione. Ed è proprio per casi simili che il protocollo è stato introdotto ai Mondiali e verrà in futuro utilizzato anche nelle competizioni europee. Prima non esisteva: basti pensare al caso Bastoni in Inter-Juventus, che ha fatto molto discutere. L'UEFA, invece, non applicherà l'altra grande novità arbitrale introdotta dalla FIFA, ovvero il rosso diretto per chi si copre la bocca. Nelle competizioni europee questa condotta sarà punita con il giallo».
In molti sostengono però che l'arbitro abbia deciso la partita.
«No. Se proprio dobbiamo cercare un responsabile, dobbiamo guardare a Embolo. Quella simulazione è una sciocchezza: non aveva alcun senso. In quella zona di campo, in quel momento, a quale scopo? È un gesto evidente, troppo evidente perché il VAR possa ignorarlo».
Resta però un paradosso: se Pinheiro avesse semplicemente fischiato il fallo senza ammonire Paredes, il VAR non sarebbe potuto intervenire.
«Esatto. È proprio questo il punto. Senza quel primo cartellino giallo il protocollo non si sarebbe attivato e tutto sarebbe finito lì. Ma dal momento in cui viene mostrata un'ammonizione alla persona sbagliata entra automaticamente in gioco la "Mistaken Identity". A quel punto il VAR deve intervenire. Possiamo discutere se questa regola sia giusta o meno, ma è un altro discorso: le regole esistono e vanno applicate. In questo caso sono state rispettate alla lettera. È un episodio che ha pesantemente condizionato la partita e, da svizzeri, dispiace. Ma non possiamo attribuire la colpa all'arbitro».



