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BELLINZONA

Dai record mondiali alla piscina di Bellinzona: Vera Giampietro porta l’apnea tra la gente

La ticinese organizza dei corsi di apnea, una disciplina che porta tantissimi benefici a corpo e mente
Dai record mondiali alla piscina di Bellinzona: Vera Giampietro porta l’apnea tra la gente
Vera Giampietro
Dai record mondiali alla piscina di Bellinzona: Vera Giampietro porta l’apnea tra la gente
La ticinese organizza dei corsi di apnea, una disciplina che porta tantissimi benefici a corpo e mente
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BELLINZONA - Dopo aver conquistato record nazionali e, nel 2025, anche un primato mondiale di apnea in Messico, Vera Giampietro torna a guardare al Ticino. L'apneista bellinzonese vuole infatti condividere la propria esperienza attraverso corsi aperti al pubblico a Bellinzona, dedicati non solo all'apnea, ma anche alla respirazione, alla gestione dello stress e alla consapevolezza del corpo. Un modo per portare i benefici di una disciplina estrema nella vita di tutti i giorni.

«È un'idea che mi è venuta dopo aver trovato tante porte chiuse - ci ha detto la 36enne ticinese - Ho contattato il Comune di Bellinzona e abbiamo concordato che avrò a disposizione una porzione di piscina per tenere lezioni a tutti gli interessati nel corso dell'estate (maggiori info sulla sua pagina instragam). Mi piacerebbe trasmettere questa mia passione, perché l'apnea non è solo scendere sott'acqua e trattenere il respiro. È un'attività con molti benefici: riduce lo stress, l'ansia e la paura, migliorando il controllo del corpo. Insegno anche tecniche di respirazione fuori dall'acqua e credo sia importante dare alle persone gli strumenti per gestire al meglio il proprio corpo».

Ma quanto sai stare sott'acqua?
«Il mio massimo è stato di sei minuti in apnea statica, quindi senza muovermi. È una disciplina che non ho mai allenato molto, visto che preferisco di gran lunga l'apnea in movimento. Motivo per cui credo ci sia ancora un buon margine di miglioramento. So che può sembrare una cosa da pazzi, ma come per tutto è una questione di allenamento».

Vera Giampietro

In un ambiente in cui non si può respirare, il cervello tende ad andare in panico. Quali sono i primi pensieri che affronti quando scendi in profondità e come fai a zittire la mente?
«Non mi piace la parola panico. È un termine che usano in molti, ma non è quello corretto. Sono insegnante dal 2018 e non ho mai visto nessuno andare in panico. Piuttosto parlerei di agitazione, ansia o sensazioni sgradevoli come frustrazione, rabbia o paura, fino alle lacrime per non riuscire inizialmente e restare tanto tempo sott'acqua».

Quindi, cos'è l'apnea?
«L'apnea è ascoltarsi e ascoltare ciò che accade nella nostra testa. Il mio obiettivo non è stressare chi sceglierà di partecipare ai miei corsi, perché così rischierei di precludere qualcosa che potrebbe fargli bene. Il mio è un lavoro soprattutto psicologico, mentale: creare uno spazio autentico in cui le persone possano guardarsi dentro. In questa disciplina impari a osservare ciò che succede, senza giudicarti. È una delle cose più difficili all'inizio. Devi metterti un po' a nudo, e il problema è che spesso partiamo con aspettative troppo alte».

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