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Giravano con auto di lusso sospette, ora sono dietro le sbarre

Da mesi nel Bellinzonese è in corso una vasta inchiesta di polizia legata al traffico di stupefacenti. L'uomo che ha scatenato una sorta di effetto domino è un esercente montenegrino. Intanto a Chiasso sparisce nel nulla un suo contatto.  
Giravano con auto di lusso sospette, ora sono dietro le sbarre
Ti-Press (foto simbolica)
Giravano con auto di lusso sospette, ora sono dietro le sbarre
Da mesi nel Bellinzonese è in corso una vasta inchiesta di polizia legata al traffico di stupefacenti. L'uomo che ha scatenato una sorta di effetto domino è un esercente montenegrino. Intanto a Chiasso sparisce nel nulla un suo contatto.  

BELLINZONESE - Ostentavano auto lussuose e altri beni che in linea teorica non si potevano permettere. È stato verosimilmente questo dettaglio a incastrare diverse persone finite in manette negli ultimi mesi nel Bellinzonese. Gli arresti sarebbero legati a un traffico di stupefacenti, in particolare cocaina, che andrebbe avanti da parecchio tempo.

L'uomo chiave
L'inchiesta è ancora in corso e le informazioni trapelano a fatica. Una figura chiave per l'organizzazione sarebbe stata quella di un montenegrino, residente a Bellinzona e titolare di un esercizio pubblico (un ristorante) nella bassa Leventina. L'uomo è in stato di detenzione da ottobre 2025. Stando ad alcune fonti sarebbe collegato anche a vicende di sequestri punitivi verificatisi in passato proprio nella regione.

Alcuni ricordano che girava con un fucile in macchina. Dato significativo visto che già in passato era stato arrestato nel Bolognese, in Italia, a causa della detenzione abusiva di decine di armi. In seguito l'uomo si è trasferito in Svizzera. Non perdendo l'abitudine di delinquere.

E così ecco arrivare un nuovo arresto, lo scorso autunno. Il fermo del montenegrino avrebbe scatenato una specie di effetto domino, a catena. Portando diversi altri suoi conoscenti a finire dietro le sbarre.    

Una regione critica
Nel 2025, con in media quasi due arresti al mese, il Bellinzonese è stata la regione del Ticino più soggetta al fenomeno dello spaccio di droga, con le autorità di polizia a dovere intervenire a più riprese. Il trend sembra essere proseguito anche nel 2026. E infatti la valanga di arresti connessa al "boss" montenegrino potrebbe non essere finita. Anzi.

Il mistero di Chiasso
Basti pensare che allo stesso tempo a Chiasso non si avrebbero più notizie, ormai da settimane, di un uomo di 48 anni. In qualche modo avrebbe avuto contatti con alcuni membri dell'organizzazione bellinzonese. Dallo scorso 10 giugno in diversi lo cercano. Invano. Alcuni, preoccupati, si sono rivolti anche a tio.ch per fare un appello. L'uomo non risponde più al telefono. Nessuno dei suoi amici sembra averlo più né visto né sentito. Che fine ha fatto? È finito anche lui in stato di fermo? Si trova in carcere? 

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