Ritorno al passato: «Anni '80, un periodo irripetibile»

Fu un'epoca di benessere e grande vivacità culturale. Lo racconta bene il libro "Ticino underground" il cui autore, Roberto Raineri-Seith, è il nuovo ospite di TioTalk
Fu un'epoca di benessere e grande vivacità culturale. Lo racconta bene il libro "Ticino underground" il cui autore, Roberto Raineri-Seith, è il nuovo ospite di TioTalk
SAVOSA - Un viaggio negli anni della new wave, tra musica, arte e cultura indipendente: un'epoca di grande vivacità culturale, che ha caratterizzato il Ticino a cavallo tra la fine degli anni Settanta e l’inizio dei Novanta. È questo il cuore di "Ticino Underground", il libro (edito da iet) che Roberto Raineri-Seith ha presentato nel nuovo episodio di TioTalk, il vodcast di Tio.ch.
Più che un semplice genere musicale, la new wave fu «un modo di vivere, un modo di vestirsi, un modo di atteggiarsi», segnato da una forte componente estetica e performativa. «È stata una rivoluzione culturale rispetto alla decade precedente» e soprattutto alla sua fase conclusiva, segnata principalmente dalla disco music. Il rinnovamento trattato nel libro fu caratterizzato da sonorità nuove e da un’elettronica «più aggressiva, più spigolosa», che si declinava tra post punk, industrial ed electro.
Il libro racconta una galassia di personaggi, dalle "minor celebrities" locali fino a figure di rilievo internazionale. Tra queste spicca Edo Bertoglio, fotografo ticinese legato alla Factory di Andy Warhol e autore, tra le altre cose, della celebre copertina di "Parallel Lines" dei Blondie. «Forse è il nome più indicativo», osserva l’autore, ricordando il ponte culturale tra New York e il Ticino.
Accanto a lui, nomi come Pier Poretti e altri protagonisti della scena contribuirono alla nascita di esperienze editoriali come "T-Ribalta", ispirata alla rivista "Interview" di Warhol. Pubblicazioni alternative come "Frigidaire" e "Taedium Vitae" rappresentavano un ecosistema creativo libero e sperimentale.
La narrazione del volume, agile e di lettura molto gradevole, è in chiave personale e quindi in gran parte «locarnocentrica», ma non ignora quanto accadeva nel resto del Cantone. Lugano, in particolare, fu «fertilissima», grazie anche al ruolo del Morandi, punto di riferimento per le nuove tendenze. Qui la scena era «più glam, più edonistica», mentre il Locarnese mostrava un’anima «più scura, più sperimentale, più dark».
Il racconto, tra aneddoti ed eventi fuori dal comune come quello che si svolse alla diga del Sambuco, si intreccia con una geografia di luoghi oggi in gran parte scomparsi: il No Class e il Black Velvet a Locarno, Le Stelle di Ascona, o lo stesso Morandi di Lugano, oggi trasformato. Non erano solo locali o negozi, ma veri centri di aggregazione culturale.
Fondamentale era l’indipendenza: «Volevamo distinguerci dalla cultura ufficiale», considerata «estremamente passatista». Se inizialmente prevaleva l’idea di un totale distacco dalle istituzioni, nel tempo non sono mancati contatti e finanziamenti, pur mantenendo uno spirito autonomo. Oggi il rapporto con le istituzioni è cambiato, ma non senza criticità. «Le proposte sono quasi eccessive», osserva Raineri-Seith, mentre per i professionisti della cultura «la maggior parte del tempo» è assorbita dalla ricerca di fondi e dalla gestione burocratica. Una dinamica che era quasi del tutto assente negli anni Ottanta.
Guardando al presente, l’autore riconosce un’evoluzione significativa ma anche una perdita di leggerezza. Se allora la tecnologia rappresentava «un futuro straordinario», oggi è spesso percepita come fonte di inquietudine. Da qui, forse, il ritorno a forme analogiche e una diffusa «retromania», segno di una ricerca di dimensioni «più confortevoli, forse più umane». È stato un periodo irripetibile, conclude Raineri-Seith, anche per le condizioni economiche favorevoli e per «un clima di grande libertà e ottimismo», oggi difficile da ritrovare.
"Ticino Underground" sarà presentato giovedì 23 luglio alle 18 nel cortile di Palazzo Moretti a Locarno, in un appuntamento organizzato dalla Biblioteca cantonale di Locarno. Interverranno Roberto Raineri-Seith e Giulia Maria Beretta, letture di Richard Coroneo. Modera Stefano Codiroli.




