Yamal-flop? «È un problema mentale»

Il talento iberico sta disputando un Mondiale anonimo, «Contano età e pressione»
Arno Rossini: «Due anni fa lo spagnolo aveva dalla sua la freschezza e l’effetto sorpresa»
Il talento iberico sta disputando un Mondiale anonimo, «Contano età e pressione»
Arno Rossini: «Due anni fa lo spagnolo aveva dalla sua la freschezza e l’effetto sorpresa»
ARLINGTON - Un gioco armonioso e una difesa di ferro hanno permesso alla Spagna di completare fin qui un Mondiale quasi perfetto. Le Furie rosse hanno steccato la prima partita, nella quale si sono fatte bloccare sullo 0-0 da Capo Verde, salvo poi innestare la marcia più alta e infilare un filotto di cinque successi. Vittorie che hanno permesso loro di superare di slancio il girone e, dai sedicesimi di finale in avanti, Austria, Portogallo e Belgio.
Per allungare la loro avventura iridata (domani sera, martedì, alle ore 21, contenderanno alla Francia l’accesso alla finalissima), gli iberici devono però salire ulteriormente di livello. Devono trovare quell’efficacia offensiva che spesso è mancata loro. Devono trovare… Lamine Yamal.
«Che in questo Mondiale, al quale è arrivato dopo un infortunio, ha un po’ deluso - ha raccontato Arno Rossini - Deluso per quelle che erano le aspettative. Un po’, però, me lo aspettavo che non avrebbe dominato come invece fatto, per esempio, all’Europeo di due anni fa».
In quel torneo il giovanissimo talento pareva un extraterrestre: faceva giocate che i calciatori normali nemmeno riescono a immaginare.
«Aveva dalla sua la freschezza e l’effetto sorpresa. Lo conoscevano in pochi, nessuno si aspettava qualcosa di particolare e così ha potuto incantare».
Passati due anni dovrebbe essere migliorato. Sembra invece ingabbiato nel gioco molto ordinato della Spagna.
«Non è un problema tattico, almeno a parer mio. È piuttosto qualcosa di mentale. Semplicemente, vista l’età, non si può aspettare che si esprima sempre ai massimi livelli. Se a ciò aggiungete la pressione - tutti si aspettano che possa fare magie a ogni partita - si può capire quanto complicate possano per lui essere queste settimane. Sta giocando un Mondiale normale, da giocatore che fa parte di un collettivo forte. Guizzi però ne abbiamo visti pochi».
Potrebbe accendersi improvvisamente.
«Certo, i numeri li ha, anche segnasse contro la Francia, anche fosse decisivo per la qualificazione dei suoi, non credo in ogni caso che ricorderemo questa come la “sua” Coppa del mondo».
Forse la prossima?
«Il talento è fuori discussione. La maturità e l’equilibrio arriveranno. Anche grazie all’aiuto del selezionatore de la Fuente e dei compagni di squadra, che mi pare siano dalla sua parte, che stiano provando ad aiutarlo. Non è un giocatore che si è perso, è solo un ragazzo molto giovane che deve ancora diventare un uomo».









Su alcuni temi riceviamo purtroppo con frequenza messaggi contenenti insulti e incitamento all'odio e, nonostante i nostri sforzi, non riusciamo a garantire un dialogo costruttivo. Per le stesse ragioni, disattiviamo i commenti anche negli articoli dedicati a decessi, crimini, processi e incidenti.
Il confronto con i nostri lettori rimane per noi fondamentale: è una parte centrale della nostra piattaforma. Per questo ci impegniamo a mantenere aperta la discussione ogni volta che è possibile.
Dipende anche da voi: con interventi rispettosi, costruttivi e cortesi, potete contribuire a mantenere un dialogo aperto, civile e utile per tutti. Non vediamo l'ora di ritrovarvi nella prossima sezione commenti!