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Rendite AVS e AI all'estero: la Svizzera ha versato 40 milioni di troppo

Milioni di franchi sono confluiti indebitamente all'estero. Le richieste di rimborso attualmente aperte ammontano a ben 17 milioni.
Rendite AVS e AI all'estero: la Svizzera ha versato 40 milioni di troppo
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Rendite AVS e AI all'estero: la Svizzera ha versato 40 milioni di troppo
Milioni di franchi sono confluiti indebitamente all'estero. Le richieste di rimborso attualmente aperte ammontano a ben 17 milioni.

BERNA - Milioni di franchi di rendite AVS e AI vengono versati indebitamente all’estero. Secondo l'Ufficio centrale di compensazione (UCC), alla fine di marzo le richieste di rimborso aperte ammontavano a circa 17 milioni di franchi, mentre l’importo totale pagato in eccesso sfiora i 40 milioni.

Lo riporta la SonntagsZeitung precisando che una parte, pari a circa 300’000 franchi, è considerata irrecuperabile.

Decessi, trasferimenti e altro ancora
I casi di questo tipo si verificano soprattutto quando i cambiamenti delle condizioni personali non vengono comunicati o lo sono in ritardo, come decessi, modifiche dello stato civile, ripresa di un’attività lavorativa o trasferimenti di residenza.

C'è chi fa il furbo
In alcuni casi si tratta di frodi: un esempio riguarda un uomo del Mali che per anni ha simulato una residenza in Svizzera utilizzando l’indirizzo di parenti. Il Tribunale amministrativo federale ha confermato nel 2025 l’obbligo di restituire circa 72’000 franchi.

Il recupero delle somme all’estero risulta però più complesso rispetto a quello che è in Svizzera, poiché dipende dalle procedure legali dei singoli Paesi. All’interno dell’Unione europea esistono uffici di collegamento che facilitano la riscossione, ma spesso sono necessari lunghi procedimenti giudiziari. In generale i diritti di rimborso cadono in prescrizione dopo cinque anni, mentre nei casi di frode i termini si estendono da sette a quindici anni.

La necessità di un monitoraggio più puntuale
Ogni anno circa un milione di rendite AVS e AI, per un valore complessivo di circa otto miliardi di franchi, viene versato all’estero. Il Controllo federale delle finanze (CDF) ha più volte criticato la gestione dell'Ufficio centrale di compensazione (UCC), pur riconoscendo recenti progressi. Tra questi figurano lo scambio automatico di dati con sette Stati europei, che consente di ricevere notifiche di decesso, e l’introduzione di un nuovo sistema informativo al posto delle precedenti tabelle Excel.

Nonostante i miglioramenti, il CDF ritiene che vi sia ancora margine di manovra. Un nuovo strumento di monitoraggio dei pagamenti indebiti viene utilizzato solo in modo limitato e l’accesso incompleto ai dati AVS e AI rende più difficile individuare tempestivamente errori o frodi.

Il picco nel 2020
Nel 2020 i pagamenti in eccesso ammontavano a quasi 82 milioni di franchi, una cifra nel frattempo nettamente diminuita.

L'Ufficio centrale di compensazione sottolinea di stare implementando le raccomandazioni dell’organo di controllo, mentre le autorità federali continuano a lavorare per migliorare i meccanismi di verifica e ridurre i versamenti indebiti all’estero.

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