«Bagni in uno stato pietoso, sangue per terra e gente che si drogava»

Qualche malcontento per chi ha assistito all’ultima partita della Svizzera nell’area del maxischermo di Mendrisio. Ma il Comune smorza i toni: «Qualcuno aveva messo delle bottigliette nello scarico e una persona si era ferita».
MENDRISIO - «Eravamo lì in 3’000. Ma i bagni erano contati e in condizioni pietose». È quanto denuncia una 42enne del Mendrisiotto che nella notte di sabato, insieme ai suoi figli, ha seguito la sfida tra Svizzera e Argentina dall’area del maxischermo di Piazzale della Valle a Mendrisio.
«Hanno bloccato la porta. Erano dentro a drogarsi»
«Mio figlio è andato nel bagno degli uomini e ha trovato macchie di sangue per terra. Inoltre a un certo punto un ragazzo teneva chiusa, con la forza, la porta d’accesso che conduce ai bagni fissi. Un signore gli ha chiesto cosa stesse facendo e lui urlava “non potete entrare”. Dopo un po’ di insistenza è uscito con un altro ragazzo e uno ha chiesto all’altro “Ma ce l’hai la roba?”. Insomma era abbastanza chiaro il tutto, erano dentro a drogarsi. Il signore gli ha detto “Sentite, se dovete "pippare", andate da un’altra parte”. A quel punto mio figlio, che ha solo 12 anni, è corso via e mi ha raccontato quello che aveva visto e sentito. Era scosso».
Un episodio, questo, che ha messo in allarme la donna. «In un contesto del genere, familiare e dove c'è un sacco di gente che si diverte e guarda la nostra nazionale che gioca, è veramente scandaloso. Ma già solo il fatto che ci siano solo quattro bagni pubblici e due Toi Toi per 3’000 persone è fuori luogo».
«Alle 2 i bagni erano inagibili»
E a confermarci dei disagi in questo senso è anche una 35enne del Luganese. «Quando sono arrivata, intorno alle 2, i pochi bagni presenti erano tutti inagibili...a un certo punto non si potevano più utilizzare. E anche in uno dei bar c'è stato un problema con lo scarico. Insomma da un certo momento in poi ho proprio evitato di andare in bagno. Ma con così tanta gente presente non è stato il massimo».
«Non siamo a un rave»
Ma anche qualche ora prima la situazione non era delle migliori. «Il peggio è che noi eravamo già lì per Norvegia-Inghilterra, quando c’erano forse 200 persone, e alla fine del primo tempo, intorno a mezzanotte, i servizi igienici erano già messi molto male», sottolinea la 42enne del Mendrisiotto. «L’organizzazione della Città per me non è stata all’altezza, né dal punto di vista della logistica né della sicurezza. Non siamo a un rave party. E poi non era neanche la prima partita: è un mese ormai che ci sono i Mondiali quindi il tempo per regolarsi c’è stato».
Il Comune di Mendrisio, da noi interpellato, spiega e si difende. «Sul posto c’erano due bagni fissi per gli uomini e due per le donne, più uno per disabili. Poi c’era un bagno mobile per donne e uno per uomini. Inoltre intorno c’erano tre bar».
Bottiglie nello scarico
«È vero che a un certo punto i bagni fissi erano intasati», riconosce Valentina Pusterla, responsabile sezione eventi e sport della Città. «Ma questo è avvenuto perché qualcuno ha infilato delle bottigliette di PET nello scarico. Abbiamo quindi dovuto chiudere le toilette per permettere la loro pulizia e la rimessa in funzione da parte del personale».
Per quanto riguarda invece il sangue, «una persona si era ferita ed è andata in bagno per pulirsi, perciò si era sparso sangue per terra».
«Intasamento a parte, nessuna coda»
I servizi igienici, per la Città, restano comunque sufficienti. «A parte il problema dell’intasamento, non abbiamo riscontrato code e il picco di affluenza lo abbiamo già raggiunto».
Cinque pattuglie più il personale di sicurezza
A livello di sicurezza, invece, il Comune assicura di star facendo già tanto e di aver potenziato il dispositivo in occasione della sfida Svizzera-Argentina: «C’erano cinque pattuglie della Polizia comunale, sei agenti di sicurezza e un picchetto del Servizio Autoambulanza Mendrisiotto (SAM)».
La Polizia di Mendrisio, dal canto suo, conferma che non sono stati riscontrati problemi particolari e che non è stato effettuato alcun fermo. E, rispetto a presunti episodi di consumo di droghe: «È chiaro che si è trattato di una gestione di un evento di folla. Non abbiamo quindi potuto analizzare il singolo dettaglio e la singola persona», conclude il comandante Patrick Roth.



