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Lei che vive nell'ultima casa a sinistra

L'animo militante di Nicole Rossi, segretaria politica dell'Unione Sindacale Svizzera e co organizzatrice della Coppa Antirazzismo che si svolge sabato 18 luglio a Sant'Antonino.
Lei che vive nell'ultima casa a sinistra
Lei che vive nell'ultima casa a sinistra
Nicole Rossi
Lei che vive nell'ultima casa a sinistra
L'animo militante di Nicole Rossi, segretaria politica dell'Unione Sindacale Svizzera e co organizzatrice della Coppa Antirazzismo che si svolge sabato 18 luglio a Sant'Antonino.

SAVOSA/ SANT'ANTONINO - Militante nel DNA. In un villaggio metaforico Nicole Rossi, segretaria politica dell'Unione Sindacale Svizzera, sezione Ticino e Moesa, vivrebbe nell'ultima casa a sinistra, che più a sinistra non si può. Lei è anche la co organizzatrice della Coppa Antirazzismo di calcio che si terrà sabato 18 luglio al campo sportivo di Sant'Antonino.

Benvenuta a TioTalk. Partiamo a raffica. Il Ticino è il Cantone coi salari più bassi della Svizzera.
«È sicuramente il Cantone che fa più fatica. Viviamo un dumping salariale sfrenato. Gli strumenti legislativi, o comunque la loro attuazione, non sono adeguati al momento attuale. Ma quello dei salari non è l'unico problema».

Ecco. Parliamo degli altri.
«C'è l'abuso del concetto di flessibilità. Le nuove tecnologie ci rendono sempre raggiungibili. E questo il padronato lo sa benissimo, sfruttandolo a suo vantaggio».

Le lavoratrici e i lavoratori bussano alla vostra porta. Cosa percepite?
«Una forte ingiustizia sociale. A volte i loro racconti sono quasi racconti dell'orrore. Molti finiscono in burnout, in depressione, hanno poi problemi di salute fisica o mentale».

Cosa servirebbe per cambiare rotta?
«Prima di tutto un'ammissione del fatto che ci siano problemi importanti. Noi denunciamo. Dall'altra parte c'è un silenzio assordante che fa arrabbiare. Le cose vengono sempre sviate. Magari si dà la colpa ai frontalieri quando sappiamo benissimo che la colpa non è dei frontalieri bensì di chi li assume per sfruttarli».

Perché Nicole Rossi è così tanto militante?
«Sono cresciuta in una famiglia politicizzata. A pane e politica. Al liceo, nei primi anni 2000 coi tagli alla scuola, mi mobilitavo già. Dal 2012 faccio parte di un collettivo anti capitalista, molto incentrato sulle lotte operaie. Sono sempre stata convinta che bisognasse dimostrare solidarietà tra lavoratori. Non sempre accade».

Intanto, e qui parliamo di vita privata, sabato 18 luglio va in scena la tredicesima edizione dell'Antira Cup a Sant'Antonino. Anche qui si percepisce un animo militante.
«Come detto la mia militanza nasce da lontano. E quindi anche i concetti di anti razzismo, di femminismo e di lotta di classe sono ben presenti nel mio essere. Il concetto dell'Antira Cup l'abbiamo "importato" dalla Svizzera interna e nel 2012 l'abbiamo proposto per la prima volta in Ticino. È un torneo inclusivo contro tutti i tipi di razzismo. Con musica e prezzi popolari. È aperto a chiunque, ci sono anche diverse squadre di migranti. Spesso non sappiamo niente di loro. E al nostro torneo li possiamo conoscere».

Il calcio all'Antira Cup è marginale...
«È una scusa per stare tutti insieme. Per confrontarsi, senza grandi discorsi. È una festa. Per tanta gente è una giornata di stacco. Sono orgogliosa di quello che siamo riusciti a costruire. È diventato un appuntamento imperdibile sulla scena ticinese».

Guarda l'intervista integrale e gli altri episodi di TioTalk su Tio.ch, oppure sul nostro canale YouTube.

Antira CupLa locandina della tredicesima edizione dell'Antira Cup.

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