Emergenza idrica: il Piemonte chiede acqua al Canton Ticino

Già iniziate le interlocuzioni con Bellinzona, ha dichiarato il presidente Alberto Cirio
TORINO - «Non possiamo aspettare nemmeno un minuto e siamo al lavoro con la Regione Valle d'Aosta e il Canton Ticino per chiedere di aumentare la fornitura di acqua che viene immessa in Piemonte per l'uso agricolo». Lo afferma il governatore Alberto Cirio, che oggi ha riunito in Regione il Tavolo per l'emergenza idrica.
«Il caldo e l'assenza di piogge - sottolinea Ciro - stanno determinando un'emergenza da affrontare con attenzione soprattutto per quanto riguarda l'agricoltura. Un centinaio di Comuni hanno già fatto ordinanze per regolare la gestione dell'acqua potabile, e in montagna ci sono località in cui intervengono le autobotti».
«Monitoriamo giorno dopo giorno la situazione, pronti - rimarca Cirio - ad avviare la richiesta dello stato di emergenza se non dovessero migliorare le condizioni meteorologiche, in accordo con le altre Regioni che vivono la nostra stessa situazione, per dare i ristori necessari».
Le precipitazioni medie di giugno sul bacino del Po presentano un deficit del 36% rispetto alla media mensile storica 1991-2020, è emerso dal Tavolo al quale erano presenti gli assessori all'Agricoltura Paolo Bongioanni, alla Montagna Marco Gallo, e all'Ambiente Matteo Marnati, i rappresentanti di Arpa, associazioni agricole, parchi e aree protette, consorzi idrici, Anbi, Prefetture, Città Metropolitana di Torino e Province, enti di governo e i gestori del Servizio idrico integrato e delle reti idriche.
Le temperature per contro sono state di 3,5 gradi superiori alla media. Le risorse idriche superficiali sono ridotte del 37% rispetto alla media del periodo. E nella prima decade di luglio gran parte delle sezioni idrometriche considerate presentano deficit superiori al 40%. Il Po a Isola Sant'Antonio ha registrato una portata media inferiori del 75% rispetto allo storico.




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