«Pensa che sopra di lui ci sia solo Dio»

L'esperto svizzero Mark Pieth accusa il presidente della FIFA di aver costruito un sistema in cui «non esiste più indipendenza». E rilancia: «L'Europa deve ribellarsi».
L'esperto svizzero Mark Pieth accusa il presidente della FIFA di aver costruito un sistema in cui «non esiste più indipendenza». E rilancia: «L'Europa deve ribellarsi».
ZURIGO - L'esperto svizzero di diritto penale Mark Pieth torna all'attacco di Gianni Infantino e invita le federazioni, soprattutto quelle europee, a reagire. In un'intervista al Tagesspiegel, l'ex presidente della Commissione FIFA per la Governance ricorda che ogni federazione affiliata ha il potere di eleggere, destituire o perfino citare in giudizio i vertici della federazione mondiale.
Secondo Pieth, però, nessuno si muove perché il sistema costruito attorno a Infantino avrebbe ormai azzerato ogni reale controllo. «Nella FIFA non esiste indipendenza e, di conseguenza, non esiste controllo», afferma, sostenendo che l'attuale presidente abbia «perfezionato il sistema Blatter», rafforzando ulteriormente un modello fondato su potere e denaro. «Oggi Infantino viene percepito come intoccabile».
Le sue parole arrivano nel pieno della bufera per il caso Folarin Balogun. La revoca della squalifica dell'attaccante statunitense, espulso contro la Bosnia-Erzegovina, continua infatti ad alimentare le polemiche. Secondo il Times, la decisione non sarebbe stata presa dall'intero Comitato disciplinare della FIFA, ma unicamente dal suo presidente, Mohammad Al-Kamali. Una versione sulla quale la FIFA non ha ancora fornito chiarimenti ufficiali.
A rendere il caso ancora più delicato è stata anche l'ammissione di Donald Trump, che ha confermato di aver telefonato a Infantino chiedendo una revisione dell'espulsione. Il numero uno della FIFA ha ribadito che la decisione è stata assunta in piena autonomia.
Per Pieth, la UEFA dovrebbe ora assumere un ruolo guida. L'esperto non esclude nemmeno scenari estremi, come la creazione di competizioni indipendenti dalla FIFA o un'azione legale fondata sul diritto della concorrenza. Al momento, però, conclude, il calcio europeo continua a restare in silenzio.





