Una relazione a tre sospetta: negata la cittadinanza a una vedova

Nonostante il matrimonio con un cittadino svizzero, la Corte federale ha respinto la domanda di naturalizzazione di una donna vietnamita
ZURIGO - Un marito gravemente malato, un amico d'infanzia del suo paese d'origine e tre figli: il Tribunale amministrativo federale si è recentemente occupato di questo caso insolito, pronunciandosi sulla domanda di cittadinanza svizzera presentata da una giovane donna vietnamita . Dopo un esame approfondito, i giudici hanno respinto la richiesta.
La storia inizia nel 2012: un uomo svizzero, di circa 43 anni, del cantone del Vallese, si reca in Vietnam, incontra lì una ragazza di 18 anni e torna con lei in Svizzera. La coppia si sposa nel dicembre dello stesso anno. Sei anni dopo, la giovane donna presenta domanda di naturalizzazione ma due anni dopo il marito muore tragicamente.
Inizialmente, il procedimento si è svolto regolarmente: nel 2020 però una segnalazione anonima ha destato l'interesse della Segreteria di Stato per la Migrazione (SEM). Desta scalpore la differenza di età e la maternità di lei, perché al marito - gravemente malato di cancro - subisce l'asportazione dei testicoli. Per potere comunque lo stesso avere un figlio, la coppia giunge a un accordo insolito: un amico d'infanzia della moglie avrebbe assunto il ruolo di padre biologico. L'uomo si trovava in Svizzera e non poteva lasciare il paese a causa del lockdown imposto per l'emergenza coronavirus.
Il marito muore nell'autunno del 2020 - La donna diventa mamma di una bambina e tutti e tre si trasferiscono in due appartamenti adiacenti con ingresso in comune. Il marito malato viveva in un monolocale, mentre la giovane madre e il suo fidanzato d'infanzia occupavano l'altro. Dissero alle autorità che ognuno aveva la propria stanza e che la relazione sessuale tra la donna e il suo fidanzato era stata finalizzata esclusivamente alla procreazione.
Nel novembre del 2020, la storia prende una svolta tragica: una mattina la donna trova il marito inginocchiato davanti al water, in affanno. I tentativi di rianimazione risultano vani. Dal punto di vista legale, la vedova aveva il diritto di richiedere la naturalizzazione anche dopo la morte del marito. Tuttavia, le circostanze insolite relative alla sua relazione con il padre biologico di suo figlio hanno destato dubbi nelle autorità. Ulteriori udienze si sono svolte nel 2024, ma a quel punto la situazione era chiara: la donna e il suo fidanzato d'infanzia avevano altri due figli insieme. La richiedente ha spiegato di aver intrapreso una relazione seria con l'uomo, ora trentacinquenne, solo circa sei mesi dopo la morte del marito. I giudici non hanno creduto a questa versione dei fatti. Le procedure di naturalizzazione semplificate prevedono che i coniugi convivano, siano fedeli l'uno all'altro e si sostengano reciprocamente. A parere della corte, una relazione a tre di questo tipo non soddisfaceva i requisiti di legge.



