“Guadagna tanto e spendi poco”: funziona davvero? La risposta della banca

Cosa pensa la banca di chi insegue indipendenza finanziaria e pensionamento anticipato? Cosa offre a chi è aperto al frugalismo e agli investimenti? Ne parliamo con l'economista di Raiffeisen, Jeffrey Hochegger.
Cosa pensa la banca di chi insegue indipendenza finanziaria e pensionamento anticipato? Cosa offre a chi è aperto al frugalismo e agli investimenti? Ne parliamo con l'economista di Raiffeisen, Jeffrey Hochegger.
LUGANO - Ha suscitato curiosità (per numero di lettori) e qualche perplessità (nei commenti) la strategia di risparmio e investimenti per poter smettere di lavorare prima dell'età pensionabile. Teoria "americocentrica" approfondita nell'intervista a Mr.RIP (al secolo Giorgio Ugazio), vero e proprio influencer della community FIRE (Financial Independence, Retire Early), per intenderci quella dell'indipendenza finanziaria e del pensionamento anticipato.
Ci siamo chiesti cosa ne pensa di tutto questo - e cosa di utile allo scopo può offrire ai suoi clienti - la banca, che di risparmi e investimenti fa la propria ragion d'essere. Sebbene a oggi non esistano dati aggregati relativi alle richieste dei risparmiatori ticinesi riguardanti il movimento FIRE, Raiffeisen accetta di dire la sua sui frugalisti del "guadagna tanto, spendi poco e investi la differenza".
«Il movimento FIRE ha diversi aspetti interessanti. Uno dei principali è il forte focus sull’indipendenza finanziaria», ci spiega Jeffrey Hochegger, Esperto in strategie d'investimento di Raiffeisen Svizzera.
Signor Hochegger, da economista, che idea si è fatto di chi persegue questa curiosa strategia di risparmio e investimento?
«Chi segue questo approccio mantiene la calma anche nei momenti difficili, come le oscillazioni dei mercati, e resta coerente con la propria strategia di investimento. Questo è molto importante per avere successo nel lungo periodo. Inoltre, il movimento FIRE tiene conto del fatto che serve tempo perché il denaro cresca. Tuttavia, la scelta di mettere questo obiettivo al primo posto nella vita è personale e dipende da ciascun individuo».
Per quanto riguarda la parte di investimento, quali i rischi generali?
«Attualmente ci troviamo in una situazione molto incerta. La guerra in Iran ha alimentato l’inflazione. In questo contesto sono aumentati anche i tassi di interesse, il che rappresenta un certo rischio soprattutto per i mercati azionari. A ciò si aggiunge l’incertezza legata alla politica commerciale e ai dazi degli Stati Uniti. Curiosamente, i mercati azionari sembrano prestare poca attenzione a questi rischi: piuttosto, l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale sta spingendo molti titoli tecnologici verso livelli record. Per questo motivo, molti mercati risultano costosi».
Quindi, cosa si dovrebbe fare oggi?
«Chi inizia ora a investire può distribuire gli investimenti nel tempo, invece di investire tutto subito. Chi è già investito può ridurre leggermente le proprie posizioni per avere liquidità da usare in caso di correzioni di mercato. Non consigliamo di uscire completamente dal mercato. La storia ha dimostrato che è più importante essere investiti che cercare il momento perfetto per entrare. Dal 2000 abbiamo affrontato diverse crisi, come lo scoppio della bolla tecnologica, la crisi finanziaria, la guerra in Ucraina o la pandemia. I mercati azionari hanno reagito in parte con forti correzioni, ma nel complesso oggi sono significativamente più alti rispetto ad allora. Restare fedeli alla propria strategia si è dunque rivelato vincente».
L'altro elemento base della teoria FIRE è il risparmio, che secondo alcuni suoi sostenitori dovrebbe essere “il più alto possibile e almeno il 50%" del proprio reddito. È davvero possibile modificare il proprio stile di vita in funzione dell’indipendenza finanziaria?
«A mio avviso non è importante cercare di conseguire una percentuale precisa di risparmio. Il movimento FIRE punta a beneficiare il prima possibile dell’effetto dell’interesse composto. L’entità del risparmio dipende anche da quanto si è disposti a rinunciare. Un alto tasso di risparmio non è altro che consumo posticipato. Se si analizzano nel dettaglio le proprie spese, si individuano rapidamente le aree in cui si può risparmiare».
A questo proposito, su quali fattori legati al nostro stile di vita si può intervenire?
«Dipende dall’individuo. Chi vive in città paga più che in campagna; possedere un’auto è più costoso rispetto all’utilizzo dei trasporti pubblici e anche per l’assicurazione sanitaria o le vacanze molti hanno margini di risparmio».
Non tutti hanno competenze finanziarie per poter costituire il proprio portfolio: a chi sogna di smettere di lavorare anticipatamente con un patrimonio sufficiente allo scopo, cosa può offrire oggi la banca?
«La banca offre prodotti adeguati per permettere agli interessati di investire il proprio denaro. Tra questi vi sono in particolare fondi di investimento o mandati di gestione patrimoniale. Trovo particolarmente interessante il piano di risparmio in fondi. In questo caso si acquista regolarmente, ad esempio una volta al mese, una quota di un fondo. Questo comporta diversi vantaggi: si mettono da parte le emozioni, si compra talvolta a prezzi più alti e talvolta più bassi, ma nel lungo periodo si beneficia della tendenza al rialzo dei mercati».




