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Il sogno Ambrì finito troppo presto: la seconda vita di Dylan Giannini

A soli 21 anni ha dovuto dire addio all’hockey dopo essersi gravemente ferito a un ginocchio. Oggi è padre, marito e immobiliarista di successo.
Dylan Giannini
Il sogno Ambrì finito troppo presto: la seconda vita di Dylan Giannini
A soli 21 anni ha dovuto dire addio all’hockey dopo essersi gravemente ferito a un ginocchio. Oggi è padre, marito e immobiliarista di successo.
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AMBRÌ - Ha vissuto due vite Dylan Giannini. Una prima e una dopo quel maledetto infortunio che, nel 2017, lo ha costretto a ritirarsi dall'hockey giocato a soli 21 anni. Classe 1996, il solido difensore ha fatto tutta la trafila nel settore giovanile dell'Ambrì. Poi nel 2014 il sogno che si tramuta in realtà: il 15 dicembre arriva l'esordio in Coppa Svizzera a Kloten. La stagione successiva il giovane è inserito nella rosa della prima squadra. E avviene anche il debutto in NLA. Una volta accarezzato, però, quel sogno sfugge via. Durante una partita contro il Ginevra il ginocchio fa crack. E inizia un lungo calvario che culmina con Il ritiro annunciato dal club agli inizi di maggio del 2017. La fine della prima vita.

La sofferenza - «Riuscire a indossare la maglia della prima squadra è stata una grandissima emozione. Un sogno che si è avverato», ci racconta Dylan che oggi ha 30 anni. «Poi ho subito questo brutto infortunio e diverse operazioni al ginocchio. E ho capito che era tutto finito». Un epilogo inatteso. Giunto come un fulmine a ciel sereno. «Quando ho saputo che avrei dovuto smettere è stata una batosta», ammette Dylan. «Vedere infatti che il sogno della vita mi veniva sottratto - dopo tutto quello che avevo investito per raggiungerlo - mi ha fatto male. Molto male. E ho sofferto tanto. Sia a livello mentale che fisico».

L'accettazione - La presa di coscienza è stata pesante. Soprattutto perché, inizialmente, l'infortunio patito contro il Ginevra non lasciava presagire un epilogo del genere. «Si trattava "solo" di una lesione del legamento collaterale e del menisco laterale», ci spiega il 30enne. «Poi però l'operazione e la riabilitazione non sono andate per nulla bene. Da lì si è reso necessario un secondo intervento. Ma il ginocchio era messo talmente male che è apparso subito chiaro che, prima o poi, avrei dovuto mettere una protesi. Ma siccome teoricamente in una vita se ne possono fare solo due, e ognuna di loro ha una durata di 15-20 anni, inizialmente io ero troppo giovane».

La riabilitazione - La terza operazione in ordine di tempo è quindi consistita nel trapianto del menisco da un donatore deceduto. Un intervento che dopo la lunga riabilitazione ha permesso a Giannini di tornare ad avere una vita di tutti i giorni normale. «Ho fatto diversi mesi di riabilitazione all'Isokinetic di Milano (un gruppo medico privato d'eccellenza specializzato nella medicina sportiva e nella riabilitazione ortopedica, ndr). Grazie a questo oggi posso condurre una vita normalissima. Posso camminare. Posso giocare e occuparmi dei miei meravigliosi figli, una bimba di 2 anni e un bimbo di 3 mesi. Faccio solo fatica a fare sport. Soprattutto quelli da impatto».

La rinascita - Insomma piano piano le cose sono andate meglio. La seconda vita... «Dovermi reinventare non è stato affatto facile», precisa l'ex difensore. «Per fortuna ho trovato un'altra realtà, quella immobiliare, che mi ha dato grosse soddisfazioni. Ho infatti trovato un mondo molto affine a me e alle mie caratteristiche. Ed è un lavoro che mi piace estremamente fare. Quindi nel brutto c'è stato sicuramente qualcosa di positivo. Anche perché nel mondo immobiliare ho raggiunto dei risultati che non so se sarei stato capace di conseguire in ambito sportivo».

Realizzato - Attualmente Giannini è infatti un investitore immobiliare oltre che Direttore e Fiduciario di Equity Real Estate SA, società di compravendita, di promozione e consulenza immobiliare. « Il nostro obiettivo primario - ci spiega - è quello di sviluppare nuovi progetti immobiliari per tenerli a reddito o rivenderli in proprietà per piani».

Consapevolezza - Immobiliarista di successo. Padre. Marito. Dylan sta vivendo a pieno la sua "seconda" vita. Con la consapevolezza che il menisco impiantato dovrà comunque essere ancora sostituito. «Già oggi inizia a darmi qualche fastidio. Torno a casa la sera con il ginocchio gonfio. Sono quindi consapevole - conclude - che in un futuro prossimo dovrò fare un'ulteriore operazione. Se sarà ancora un trapianto da un donatore deceduto o una protesi, parziale o totale, ancora non lo so. Ma sicuramente mi opererò di nuovo. Di questo sono cosciente».

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