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Da Lugano a Ginevra in aereo: in futuro a bordo di compagnie estere?

Lo chiede un'iniziativa parlamentare del consigliere agli Stati Fabio Regazzi.
Ti-press
Fonte ats
Da Lugano a Ginevra in aereo: in futuro a bordo di compagnie estere?
Lo chiede un'iniziativa parlamentare del consigliere agli Stati Fabio Regazzi.

BERNA/LUGANO - In futuro, vettori stranieri che operano nello spazio aereo Ue/Aels dovrebbero poter garantire collegamenti interni alla Svizzera di merci o persone, in particolare coprendo la tratta Lugano/Agno-Ginevra ora sguarnita.

Lo chiede un'iniziativa parlamentare del "senatore" Fabio Regazzi (Centro/TI) che la Commissione dei trasporti del Consiglio degli Stati (CTT-S) sostiene con 7 voti a 3 e 2 astensioni. Il dossier passa alla commissione omologa del Nazionale; in caso di esito favorevole, le regole ora in vigore potranno essere modificate.

Solo se non vorranno farlo compagnie svizzere
L'iniziativa Regazzi domanda un adeguamento della legge sulla navigazione aerea affinché, a determinate condizioni (per esempio se non ci sono compagnie aeree svizzere interessate per determinate tratte), anche le imprese con sede nell'Ue o nell'Aels possano operare collegamenti nazionali in concessione in Svizzera.

Stando a una nota odierna dei servizi parlamentari, la commissione riconosce l'importanza dell'iniziativa parlamentare volta a garantire un buon collegamento tra le città di Lugano e Ginevra.

Il consigliere agli stati locarnese motiva la sua iniziativa col fatto che i collegamenti fra le diverse regioni di un Paese in tempi ragionevoli rappresentano un fattore chiave ai fini dello sviluppo economico e della coesione nazionale.

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Benché il trasporto pubblico su rotaia e su strada abbai compiuto enormi progressi negli ultimi decenni, accorciando le distanze fra la maggior parte dei centri svizzeri, ciò non vale, secondo il ticinese, per destinazioni quali Lugano e Ginevra: queste due località sono separate da una distanza che di fatto non può essere coperta nel giro di un giorno, spiega Regazzi.

«Nonostante il volume di passeggeri più che soddisfacente registrato prima del fallimento di alcune compagnie aeree, attualmente non vi è alcuna compagnia aerea elvetica interessata a coprire la rotta fra la seconda e la terza piazza finanziaria della Svizzera», aggiunge il "senatore" del Centro. I motivi sono da ricondurre alle numerose disposizioni di natura tecnica e ai requisiti particolari imposti ai velivoli utilizzati. Inoltre, da quando è stato interrotto il collegamento aereo che le univa, Lugano e Ginevra hanno sempre meno interazioni economiche. «L'impossibilità di coprire il percorso di andata e ritorno in un giorno ha indotto numerosi attori ad abbandonare le loro attività e le loro posizioni nelle due città interessate», spiega il consigliere agli Stati.

La proposta si fonda pertanto sul fabbisogno di nuovi collegamenti per rafforzare la coesione nazionale. Regazzi ricorda poi che la revoca del divieto di cabotaggio - ossia il trasporto di merci e passeggeri tra due località dello stesso Paese da un vettore registrato in un altro Stato - è stata oggetto di negoziati e risultati nelle relazioni con l'Ue, nell'ambito degli Accordi bilaterali III.

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