L’arte che abita la città: studenti trasformano i cantieri in spazi di dialogo

Tre opere selezionate invitano i cittadini a riflettere sul concetto di casa e appartenenza attraverso installazioni artistiche nei cantieri ticinesi.
Tre opere selezionate invitano i cittadini a riflettere sul concetto di casa e appartenenza attraverso installazioni artistiche nei cantieri ticinesi.
LUGANO - I cantieri diventano spazi d’arte e occasione di confronto con il mondo professionale per i giovani creativi. È l’obiettivo della collaborazione tra Studio Gest e il CSIA – Centro scolastico per le industrie artistiche di Lugano, che nel suo primo anno porta le opere degli studenti fuori dalle aule e nel contesto pubblico.
Per l’anno scolastico 2025/2026, il progetto ha coinvolto 32 studenti del 4° anno della Scuola cantonale d’arte (SCA), guidati dalla docente Gabriela Spector, chiamati a interpretare il tema “La Casa”. Un concetto universale e al tempo stesso personale, esplorato attraverso disegno e pittura come luogo fisico, emotivo e simbolico: rifugio, memoria, identità e appartenenza.
«Come Scuola cantonale d’arte del CSIA abbiamo accolto l’iniziativa di Studio Gest come un’ottima opportunità per le nostre studentesse e i nostri studenti», sottolinea Roberto Borioli, direttore del CSIA.
Dai 32 bozzetti realizzati sono state selezionate tre opere, successivamente sviluppate su pannelli di cantiere di 180 × 350 cm ed esposte in tre cantieri Studio Gest sul territorio ticinese. Le installazioni sono visibili da fine giugno 2026 a luglio 2027 nei seguenti luoghi:
- “Nido” di Arianna Balmelli – Edificio Pedemonte, Via Pedemonte 2, Viganello
- “La casa” di Elody Berger – Edificio Zefiro, Via Girella 12, Lamone
- “Case nel mondo” di Malya Greppi – Villa Spear, Via Credee 8, Collina d’Oro
Le tre opere offrono interpretazioni differenti del tema: la casa come simbolo di comunità e convivenza, come spazio di protezione e appartenenza, o come riflessione sulle fragilità e disuguaglianze del mondo contemporaneo. In questo modo, i cantieri si trasformano in luoghi di dialogo, in cui arte, formazione e sviluppo urbano si incontrano.
«Gli studenti hanno sviluppato individualmente il tema della casa e hanno molto apprezzato l’occasione di poter realizzare un primo lavoro con un committente esterno alla scuola. È stata un’esperienza positiva che ha permesso loro di ispirarsi, mettere in pratica le tecniche apprese e realizzare lavori che incontreranno un pubblico reale», spiega Gabriela Spector, artista e docente responsabile degli atelier coinvolti.
Per Studio Gest, il progetto si inserisce in una visione più ampia del costruire. «Ogni progetto che realizziamo nasce dalla convinzione che costruire significhi prendersi cura non solo degli edifici, ma anche delle persone e dei luoghi che li circondano. Per noi l’arte è uno strumento capace di creare connessioni, generare dialogo e dare nuovo significato agli spazi durante i processi di trasformazione urbana. Sostenere giovani talenti e portare la creatività nello spazio pubblico significa investire nel futuro del territorio e delle persone che lo vivono ogni giorno», afferma Nicolò Verganti, direttore di Studio Gest.
La collaborazione punta a consolidare un ponte concreto tra formazione e professione, valorizzando le nuove generazioni creative e promuovendo una visione condivisa in cui arte, architettura e comunità possano dialogare, generando nuove opportunità di incontro e crescita.






