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CANTONE

Il Cantone la licenzia, ma la procedura è sbagliata. Ora dovrà risarcirla

Il Tribunale amministrativo cantonale ha parzialmente accolto il ricorso di una cuoca, riconoscendole un'indennità di oltre 7000 franchi
Il Cantone la licenzia, ma la procedura è sbagliata. Ora dovrà risarcirla
Depositphotos (alika)
Fonte laRegione
Il Cantone la licenzia, ma la procedura è sbagliata. Ora dovrà risarcirla
Il Tribunale amministrativo cantonale ha parzialmente accolto il ricorso di una cuoca, riconoscendole un'indennità di oltre 7000 franchi

Il Cantone dovrà sborsare alcune migliaia di franchi per risarcire una cuoca, che lavorava presso le mense di alcuni istituti scolastici, che è stata licenziata seguendo una procedura piuttosto maldestra.

La vicenda, come riferisce oggi laRegione, prende il via nel 2024, quando la donna viene assunta dall'Amministrazione cantonale come aiuto cucina. Prima come ausiliaria e, dal marzo 2025, nominata a tempo parziale. Per i responsabili, le cose però non stanno andando bene e nel luglio successivo la donna viene convocata per un colloquio in cui le vengono mossi alcuni rimproveri.

Dal formulario di valutazione del periodo di prova, che viene compilato in quell'occasione, ne emerge un quadro in cui tutti gli aspetti legati al comportamento sono valutati in modo insufficiente. In particolare, a far venire meno la fiducia sarebbero le timbrature errate, il mancato rispetto delle esigenze di servizio e dei superiori. Motivi che portano alla decisione di interrompere il rapporto di lavoro.

Si arriva quindi al nodo. Perché alcune settimane dopo il colloquio, alla dipendente viene prolungato il periodo di prova, da agosto fino a novembre. E qui arriva la contestazione da parte della donna, che porta il caso davanti al Consiglio di Stato. In breve, la Sezione delle risorse umane avrebbe utilizzato questa possibilità per garantirsi la facoltà di interrompere il rapporto di impiego in maniera agevolata.

Una posizione che anche i giudici del Tribunale amministrativo cantonale hanno condiviso, accogliendo parzialmente il ricorso della donna a cui il Cantone dovrà versare oltre 7000 franchi di indennità, facendosi carico di gran parte delle spese processuali.

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