Cerca e trova immobili
GIRO D'ITALIA

Clamoroso al Giro, niente volata a Milano: Dversnes Lavik firma il colpaccio

La fuga a quattro resiste contro ogni pronostico in una tappa cucita sui velocisti: il norvegese sorprende il gruppo e conquista una vittoria incredibile.
Imago
Clamoroso al Giro, niente volata a Milano: Dversnes Lavik firma il colpaccio
La fuga a quattro resiste contro ogni pronostico in una tappa cucita sui velocisti: il norvegese sorprende il gruppo e conquista una vittoria incredibile.
SPORT: Risultati e classifiche

MILANO - Nella tappa che riportava il Giro d’Italia nella sua culla, quella Milano da cui tutto ebbe inizio il 13 maggio 1909, a trionfare è stato il norvegese della Uno-X Mobility Friedrik Dversnes Lavik. Ma il vero colpo di scena è un altro: in una frazione completamente piatta e costruita su misura per i velocisti, ad aggiudicare la vittoria è stata una fuga partita praticamente a inizio tappa.

Una fuga partita quasi per dovere di copione, con Martin Marcellusi, Davide Bais, Mirco Maestri e Friedrik Dversnes Lavik subito all’attacco. Sembrava il classico tentativo destinato a spegnersi rapidamente sotto la spinta del gruppo. E invece no. I quattro battistrada hanno trovato l’accordo perfetto, accumulando fino a due minuti e mezzo di vantaggio e resistendo con coraggio al ritorno del plotone.

Dietro, le squadre dei velocisti hanno iniziato a organizzare l’inseguimento con crescente aggressività. Il margine si è progressivamente assottigliato, ma ai tre chilometri dal traguardo i fuggitivi avevano ancora 27 secondi di vantaggio. A quel punto hanno capito che l’impresa era davvero possibile.

E l’uomo che ha completato il capolavoro è stato proprio Lavik. Il vichingo ha piazzato l’allungo decisivo negli ultimi metri, battendo Maestri e Marcellusi e regalando al Giro una delle sorprese più clamorose di questa edizione. «Ho avuto un grande aiuto dai miei compagni di fuga, erano veramente forti», ha precisato il vincitore pochi attimi dopo aver attraversato il traguardo. «Sapevo che oggi c'erano delle possibilità di successo. Quando mancavano cinque chilometri, ho cominciato a crederci per davvero. Abbiamo collaborato fino alla fine e adesso eccomi qua. È stato molto bello vedere Thor Hushovd, il mio manager, contentissimo dopo l'arrivo. È una grande vittoria per il team nel nostro primo Giro d'Italia». La volata del gruppo, ormai inutile per il successo di tappa, è invece andata a Paul Magnier.

Ora la corsa rosa si fermerà per una giornata di riposo prima di ripartire dal Ticino, che martedì si vestirà di rosa con l’attesissima tappa Bellinzona-Carì.

Neutralizzazione - Da segnalare anche la neutralizzazione dei tempi per la classifica generale: i distacchi non sono infatti stati presi sul traguardo finale, bensì al penultimo passaggio del circuito conclusivo di 16,3 chilometri affrontato quattro volte dai corridori nel cuore di Milano.

Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
Naviga su tio.ch senza pubblicità Prova TioABO per 7 giorni.
COMMENTI
NOTIZIE PIÙ LETTE