«Ho seguito il cuore. L’Europa? Per me è solo rimandata»

Mauro Lustrinelli racconta la scelta che lo ha portato in Bundesliga dopo la storica impresa con il Thun: «L’Union mi ha conquistato senza parlare di calcio. Ho sentito subito che fosse il posto giusto per me».
Mauro Lustrinelli racconta la scelta che lo ha portato in Bundesliga dopo la storica impresa con il Thun: «L’Union mi ha conquistato senza parlare di calcio. Ho sentito subito che fosse il posto giusto per me».
BERLINO - Dal prossimo primo luglio Mauro Lustrinelli sarà il nuovo allenatore dell'Union Berlino. Dopo aver firmato l’impresa più clamorosa della stagione svizzera - trascinando il neopromosso Thun a un incredibile titolo nazionale - il 50enne ticinese è pronto a misurarsi con la Bundesliga. Per inseguire un’altra favola.
Lo abbiamo raggiunto telefonicamente questa mattina, mentre rientrava a casa dopo la presentazione ufficiale di ieri davanti ai media tedeschi. Prima di tuffarsi nella nuova avventura, però, c’è spazio per qualche giorno di meritato riposo. «Le ultime settimane sono state intensissime», racconta Lustrinelli. «Prima la cavalcata con il Thun, poi i diversi viaggi verso Berlino. Adesso ho bisogno di staccare un attimo e godermi la famiglia. Ma resterò comunque in contatto con il direttore sportivo per pianificare la squadra della prossima stagione».
Una stagione in cui l’Union vorrà rilanciarsi dopo l’undicesimo posto appena conquistato in Bundesliga. Ma cosa ha convinto davvero Lustrinelli ad accettare la corte del club berlinese? «È stata una scelta di cuore. Fin dal primo incontro ho percepito sensazioni positive. Mi sono trovato davanti persone vere. Abbiamo parlato tantissimo, ma quasi mai di calcio. E lì ho capito che questo club condivide valori molto vicini ai miei. Ho sentito subito che fosse il posto giusto per lavorare». E poi c’è l’atmosfera. «La storia dell’Union mi ha affascinato. E l’ambiente, per certi versi, mi ricorda molto quello di Thun».
Un Thun che Lustrinelli lascia dopo quattro anni straordinari. Dalla Challenge League al clamoroso trionfo in Super League, con in premio anche l’accesso ai preliminari di Champions League. «Se mi dispiace non poter vivere quest’avventura europea con il Thun? No», spiega il tecnico bellinzonese. «Perché ho seguito il cuore. E perché sono convinto che l’Europa, per me, sia soltanto rimandata».
Le analogie con Urs Fischer vengono inevitabilmente spontanee. Anche lui svizzero. Anche lui protagonista di pagine storiche sulla panchina dell’Union, culminate con la qualificazione in Champions League nel 2023/24. «Sapere che uno svizzero ha già lasciato il segno qui è sicuramente qualcosa di positivo», sottolinea Lustrinelli. «Può darsi che abbia inciso anche nella scelta del club. Diciamo che Urs è stato una sorta di “trait-d’union” tra me e Berlino».
Eppure, quello dell’Union non era l’unico corteggiamento arrivato dalla Germania. «Diverse squadre di Bundesliga si erano interessate a me già durante lo scorso inverno», rivela Lustrinelli. «Se n’è occupata la mia agenzia, ma io non ho mai voluto entrare nei discorsi. Ero concentrato al cento per cento sul Thun e sull’obiettivo che volevamo raggiungere insieme».
Ora l’obiettivo si sposta a Berlino. Magari fino alla Porta di Brandeburgo. Una nuova sfida che Lustrinelli affronterà insieme alle persone per lui più importanti. «Senza il sostegno della mia famiglia non avrei mai fatto questo passo», conclude il tecnico ticinese. «Ne abbiamo parlato tanto insieme. E, ancora una volta, loro mi hanno dato la forza di seguire ciò che sentivo davvero».








