Cerca e trova immobili
GINEVRA

Scenata in aeroporto e 5 anni di diffida da EasyJet: lui denuncia ma viene sbugiardato

Un passeggero che ha dato in escandescenze e a cui è stato negato l'imbarco ha denunciato un poliziotto intervenuto per allontanarlo. La Corte dei reclami penali, però, non gli ha dato ragione.
Deposit (simbolica)
Fonte 24heures
Scenata in aeroporto e 5 anni di diffida da EasyJet: lui denuncia ma viene sbugiardato
Un passeggero che ha dato in escandescenze e a cui è stato negato l'imbarco ha denunciato un poliziotto intervenuto per allontanarlo. La Corte dei reclami penali, però, non gli ha dato ragione.

GINEVRA - Luglio 2024, aeroporto di Ginevra. Al gate D71 i passeggeri si preparano per l'imbarco di un volo EasyJet diretto a Lamezia Terme, Calabria.

Tutto sembra tranquillo, finché un dipendente del personale di terra chiede a un passeggero di pagare un supplemento per le dimensioni del suo bagaglio. A quel punto, stando al quotidiano 24heures, volano minacce e insulti.

L'uomo in questione avrebbe detto all'impiegato «Non sa con chi ha a che fare», aggiungendo di far parte della mafia calabrese e di volerlo «ammazzare». Oltre a ciò, avrebbe dichiarato che lo aspettava all'uscita e che gli avrebbe fatto perdere il posto di lavoro.

Il personale, a quel punto, ha negato l'imbarco al passeggero e il tutto è sfociato in una diffida di cinque anni da tutti i voli EasyJet. Il personale al gate ha poi chiesto l'intervento della polizia, perché il viaggiatore rifiutava di andarsene.

E qui, spiega il quotidiano vodese, nasce la diatriba. Perché l'uomo, oltre a lamentare il mancato rimborso del biglietto aereo da parte di EasyJet, ha denunciato uno dei poliziotti intervenuti per placare la sua furia. L'accusa? Abuso di autorità.

Secondo il passeggero, infatti, l'agente in questione gli avrebbe detto: «Vattene, sparisci prima che ti picchi e ti metta in prigione». E avrebbe aggiunto «io sono còrso». L'uomo avrebbe poi risposto di essere calabrese, per poi andarsene.

Per il Ministero pubblico e ora anche per la Corte dei reclami penali, però, l'agente si è limitato a dire al passeggero di andarsene e non avrebbe mai detto di essere corso né di volerlo picchiare o mettere in carcere. Di conseguenza, non ci sarebbe stato alcun abuso di autorità.

Citato da 24heures, l’avvocato Robert Assaël, difensore dell'agente, si è detto soddisfatto che il suo cliente sia stato scagionato: «È rimasto professionale e paziente di fronte a quest’uomo virulento e minaccioso, che non sopportava la contraddizione».

Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
Naviga su tio.ch senza pubblicità Prova TioABO per 7 giorni.
COMMENTI
NOTIZIE PIÙ LETTE