Meno bambini sovrappeso, ma resta il problema della condizione sociale

I dati mostrano un miglioramento rispetto a vent'anni fa, ma un bambino su sei è ancora coinvolto
BERNA - Il sovrappeso tra gli studenti in Svizzera è in calo, ma resta una questione rilevante di salute pubblica. È quanto emerge dall’edizione del 20° anniversario del BMI-Monitoring, lo studio condotto da Promozione Salute Svizzera insieme ai servizi medici scolastici delle città di Berna e Zurigo e del Cantone di Basilea Città.
Cosa raccontano i dati
I dati mostrano che la quota di alunni in sovrappeso od obesi è in calo: dal circa 20% registrato nel 2005 all’attuale 15,5%, il valore più basso dall’inizio delle rilevazioni. Nonostante il miglioramento, il fenomeno continua a interessare una fascia significativa della popolazione scolastica: un bambino su sei è ancora coinvolto.
Il monitoraggio è nato nell’anno scolastico 2005/06, in un contesto segnato da forte preoccupazione. Già nel 1997 l’Organizzazione mondiale della sanità parlava di una «epidemia di obesità», mentre a Basilea Città si registrava un raddoppio dei casi tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Duemila. All’epoca, inoltre, mancavano dati sistematici su scala nazionale.
L'analisi
Quella che era iniziata come una "studio pilota" si è trasformata in un’analisi annuale, diventando oggi la più lunga e continuativa raccolta di dati su sovrappeso e obesità tra bambini e adolescenti in Svizzera.
Le analisi evidenziano nel tempo un quadro stabile sotto diversi aspetti. Le differenze tra i sessi risultano minime, mentre si conferma un divario legato al contesto socioeconomico: gli studenti provenienti da quartieri più privilegiati sono meno colpiti rispetto a quelli di altre aree. Le differenze legate alla nazionalità si sono invece attenuate.
La condizione sociale resta rilevante
Determinante resta la condizione sociale della famiglia. I figli di genitori senza formazione post-obbligatoria presentano un rischio significativamente più alto di sovrappeso od obesità rispetto a quelli con genitori più istruiti, confermando la rilevanza del fattore educativo.
Secondo gli autori dello studio, il calo registrato negli ultimi vent’anni non è attribuibile a un singolo elemento. Hanno inciso cambiamenti nella composizione sociale della popolazione, evoluzioni negli stili di vita e nell’alimentazione, ma anche le politiche di prevenzione e promozione della salute, come programmi per una ristorazione scolastica equilibrata e un’offerta sportiva più ampia a livello locale.
«I numeri sono incoraggianti. Dimostrano che la promozione della salute a lungo termine produce risultati», ha dichiarato Thomas Mattig, direttore di Promozione Salute Svizzera. «Allo stesso tempo mostrano che i cambiamenti richiedono tempo e non si realizzano dall’oggi al domani. Per questo è fondamentale portare avanti prevenzione e promozione della salute in modo costante e coerente».
Picco superato
A vent’anni dall’avvio del monitoraggio, il quadro resta dunque articolato: il picco della "epidemia di obesità" tra i più giovani sembra superato, ma la necessità di intervenire persiste. Un alunno su venticinque è ancora obeso e i progressi ottenuti potrebbero non essere consolidati senza un impegno continuativo. Le misure per favorire un peso corporeo sano dovranno quindi essere mantenute e rafforzate in base ai bisogni emergenti.



