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GRIGIONI

Nuove linee guida sanitarie, a rischio alcuni reparti maternità

Le nuove direttive potrebbero comportare la chiusura di alcuni punti nascita, pur mantenendo un modello di assistenza decentralizzato.
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Fonte ats
Nuove linee guida sanitarie, a rischio alcuni reparti maternità
Le nuove direttive potrebbero comportare la chiusura di alcuni punti nascita, pur mantenendo un modello di assistenza decentralizzato.

COIRA - Il Dipartimento grigionese di giustizia, sicurezza e sanità ha presentato oggi le nuove linee guida per organizzare la futura assistenza sanitaria. Fra le misure c'è la proposta di non mantenere in funzione tutti i reparti maternità.

Ad oggi si contano dodici regioni sanitarie e undici ospedali nel Canton Grigioni: l'Ospedale cantonale a Coira che funge da centro ospedaliero, i nosocomi di Davos, Ilanz, Samedan, Schiers e Thusis ricoprono il ruolo di centri regionali. Infine a Savognin, Scuol, S. Maria in Val Monastero, Poschiavo e Promontogno si trovano dei Centri sanitari che garantiscono l'assistenza sanitaria di base. Solo in alcuni dei nosocomi esiste un reparto maternità, ovvero a Coira, Scuol, Samedan, Schiers, Ilanz e Davos. E la situazione potrebbe ancora cambiare. Le nuove linee direttive, elaborate da un gruppo di esperti e presentate oggi a Coira, raccomandano infatti di non mantenere tutti i reparti nascite.

Niente più nascite a Davos e a Ilanz?
Si tratta in concreto dei reparti di Davos e di Ilanz, ha detto stamattina il Consigliere di Stato Peter Peyer (PS) in conferenza stampa. Nel reparto della Surselva, dove nascono un centinaio di bambini all'anno, i Comuni hanno deciso alcuni mesi fa di voler rinunciare al servizio di chirurgia. Davos, dove si registrano un'ottantina di nascite all'anno, è invece soggetto alle oscillazioni stagionali dettate dal turismo. In futuro si potrebbe puntare a una collaborazione con l'ospedale di Schiers a circa 30 minuti di macchina.

Al momento non è ancora stata presa alcuna decisione. Essa dipenderà dal nuovo elenco degli ospedali, che indica le prestazioni di ogni struttura. «Come Cantone vogliamo avere più voce in capitolo rispetto ad ora», ha sottolineato Peyer.

Malgrado la raccomandazione di chiudere i due reparti nascite l'assistenza sanitaria dovrebbe rimanere decentralizzata. «Nell'ambito dell'ostetricia, si tratta di garantire la sicurezza delle gestanti in tutto il territorio cantonale», scrive oggi il Cantone in un comunicato. Da un lato occorre tenere adeguatamente conto dell'esigenza delle giovani famiglie e delle future famiglie di disporre di assistenza vicino al luogo di domicilio. D'altro lato occorre garantire il massimo livello possibile di sicurezza e qualità nonché tenere conto della carenza di personale specializzato e di un'adeguata esperienza professionale delle levatrici, continua la nota.

Fino a 20 milioni di franchi all'anno
Le linee guida, elaborate nello scorso anno, sono un documento strategico e servono a organizzare l'assistenza sanitaria dei prossimi dieci anni. Esse costituiscono la base per la pianificazione ospedaliera, che dovrebbe entrare in vigore nel 2028. «Non è nostra intenzione chiudere degli ospedali e non è prevista una riduzione delle regioni di assistenza sanitaria», ha affermato Peyer.

Ma l'evoluzione demografica e le oscillazioni del numero di pazienti legate alle stagioni turistiche richiedono una riflessione. Per questo sono stati definiti cinque campi d'azione, che vanno a toccare vari ambiti: dallo sviluppo di modelli di assistenza integrati alla formazione del personale, dallo sfruttamento di sinergie allo sviluppo di piattaforme digitali congiunte. Quest'ultimo tassello, ossia la trasformazione digitale, è stato definito come la voce più importante soprattutto in termini finanziari. Il Cantone prevede infatti di investire 100 milioni di franchi nel prossimo decennio.

Il Cantone intende portare avanti anche l'assistenza integrata, un modello già conosciuto ad esempio in Val Bregaglia e in in Valposchiavo. «Un paziente viene curato in ospedale, poi assistito in una casa di cura e, dopo essere tornata a casa, viene seguito dalla Spitex», ha spiegato Peyer. Secondo il Cantone, questi servizi dovrebbero essere offerti in modo coordinato e da un unico fornitore, laddove possibile.

La messa in pratica di questi obiettivi prevede degli adeguamenti legislativi e prestazioni sanitarie supplementari da parte del Cantone. A seconda dell'organizzazione, questi costi variano dai 10 ai 20 milioni di franchi annui per i prossimi dieci anni. Ad oggi, ha spiegato Peter Peyer, la mano pubblica sostiene gli ospedali con circa 250 milioni di franchi all'anno. Un importo che non comprende la riduzione individuale dei premi.


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