Cara Luciana

Fabio Rezzonico, Vicepresidente PLR Lugano
LUGANO - Siamo Svizzeri: amiamo gli orari come altri amano il caffè, troviamo conforto in una fila ben fatta e crediamo che un modulo compilato sia quasi poesia. Sì, a volte sembriamo misurati, non perché non sentiamo, ma perché preferiamo contare le parole prima di spenderle.
Non è freddezza: è cura. Preferiamo che le cose funzionino per tutti, non tanto per far vedere quanto siamo bravi, ma semplicemente perché ci dà fastidio quando non funzionano. Le nostre pecche? Le ammettiamo con un sorriso: possiamo essere puntigliosi fino all’eccesso, discutere per minuti su dove parcheggiare la bici e trasformare una semplice cena in un piano logistico degno di un convegno.
A volte la nostra precisione suona come distanza; altre volte è solo il modo più pratico che conosciamo per dimostrare rispetto. E poi, per favore, non dimentichiamo che amiamo anche l’Italia e i suoi cittadini: si, gli amiamo. Li portiamo nel nostro cuore con la stessa dedizione con cui controlliamo le scadenze; li coccoliamo con la stessa serietà con cui scegliamo il formaggio.
Se sembriamo riservati, è semplicemente perché stiamo ascoltando e spesso, se il primo a rompere il ghiaccio è l’altro, allora sì, diventiamo improvvisamente molto meno formali. In breve: siamo ordinati, a volte pignoli, ma non insensibili. Siamo persone che tengono alle regole perché tengono alle persone e, se accetti di venire a cena, con orario preciso, ti aspettiamo a cuore aperto.



