Timbrava in Comune, poi andava a lavorare in Ticino: ora Cunardo s'interroga

L'amministrazione comunale, parte lesa nella vicenda, potrebbe costituirsi parte civile in un eventuale processo
CUNARDO - Lavorava a Cunardo, nel territorio delle “quattro valli” varesine, l’operaio comunale finito nelle carte della Guardia di Finanza con l’accusa di truffa ai danni dello Stato italiano e false attestazioni della presenza in servizio. Lo riferisce Varesenews.
Mercoledì la notizia ha conquistato le prime pagine dei portali d'informazione nazionali ed è sbarcata anche sui media ticinesi, oltre che creare un grosso dibattito sui social.
La domanda rimasta in sospeso per alcune ore è stata: ma di quale comune del Varesotto si tratta? Le immagini diffuse dalla Guardia di Finanza di Luino, pur alterate con strumenti tecnologici, non sono passate inosservate a chi conosce il territorio e nel giro di poche ore è arrivata la conferma del luogo coinvolto suo malgrado nella vicenda: Cunardo.
Sindaca informata, ma non commenta
Nel paese la vicenda è al centro dell’attenzione. Ne è informata anche la sindaca, Pinuccia Mandelli, che al momento ha preferito non rilasciare commenti, limitandosi a sottolineare la necessità di attendere gli sviluppi sul piano procedurale.
L’uomo, ex dipendente comunale, si occupava di sfalcio del verde pubblico e piccole manutenzioni, mansioni riconducibili alla figura dello “stradino”, tipica dei piccoli centri. Il ruolo è oggi ricoperto da un altro dipendente, selezionato tramite procedura pubblica, dopo che l’attuale indagato si è dimesso alcuni mesi fa, nel corso del 2025.
La posizione dell’ente, parte lesa nella vicenda, è ora al vaglio dei legali, che valuteranno un’eventuale costituzione di parte civile in caso di processo.



