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Tra Marchesi e Noi volano gli stracci, «gli sgravi» e «le magliette arcobaleno»

Duro botta e risposta tra il coordinatore (e deputato) dei Verdi e il consigliere nazionale e presidente dell'UDC ticinese. La "telecronaca" dello scontro (con il voto sull'iniziativa "sui 10 milioni di abitanti" sullo sfondo)
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Tra Marchesi e Noi volano gli stracci, «gli sgravi» e «le magliette arcobaleno»
Duro botta e risposta tra il coordinatore (e deputato) dei Verdi e il consigliere nazionale e presidente dell'UDC ticinese. La "telecronaca" dello scontro (con il voto sull'iniziativa "sui 10 milioni di abitanti" sullo sfondo)

BELLINZONA - Il primo round si era consumato la settimana scorsa in televisione. Il secondo, invece, è andato in scena nelle ultime 24 ore tra web e social network. Da una parte Marco Noi, coordinatore e deputato per i Verdi in Gran Consiglio, dall'altra Piero Marchesi, consigliere nazionale e presidente ticinese dell'UDC. Sullo sfondo, il dumping salariale e la contesa attorno all'iniziativa "No a una Svizzera da 10 milioni", su cui voteremo il prossimo 14 giugno e che in questo momento sta spaccando in due parti il Paese.

A riaccendere la contesa è stato un post del consigliere nazionale democentrista, in cui accusava apertamente «Verdi, sinistra e sindacati» di stare «con i frontalieri e con chi vuole spalancare ancora di più le porte».

«L'UDC difende i ticinesi!"»; questo il titolo del post, poi ripreso ─ con le virgolette ─ dal granconsigliere verde per intitolare la replica, inviata ieri alle redazioni. «Come ama dire Marchesi: “In temp da guèra a ghè püsé ball che tèra” e lui ne è un bell’esempio», attacca Noi. «Sentire infatti un difensore della democrazia diretta – quelli che “il popolo ha sempre ragione” – accusare Verdi, Sinistra e Sindacati per la libera circolazione, quando questa è stata avallata e ripetutamente confermata dalla maggioranza del popolo svizzero, dà l’idea dell’ipocrisia e demagogia dell’UDC».

«Ecco, come l’UDC difende il Ticino e i Ticinesi»
Noi, tornando alla questione, mette quindi sul tavolo il salario minimo, sottolineando che «i Verdi del Ticino con Greta Gysin quale prima firmataria, si sono fatti promotori della prima legge su un salario minimo per aiutare chiunque viva nel nostro cantone» e che «anche che in Parlamento la prima legge sul salario minimo è stata portata in porto da Samantha Bourgoin quale relatrice, malgrado l’opposizione di PLR e guarda un po’ proprio dell’UDC».

Dai salari si passa quindi agli sgravi. «Marchesi ha anche rimosso che da trent’anni a questa parte non sono i Verdi del Ticino a proporre ossessivamente sgravi fiscali per attirare nuove aziende e creare posti di lavoro perlopiù a basso valore aggiunto e per attirare contribuenti benestanti», con il mirino che si sposta su «Sergio Morisoli, deus ex machina democentrista, che da quando era Segretario generale del DFE di Marina Masoni (1995-2007) ha promosso questa politica che ci ha portato dove siamo ora con traffico e affitti balzati alle stelle».

Noi prosegue, cifre alla mano. «Il credo di Morisoli e dell’UDC, condiviso dalla Lega e purtroppo scimmiottato anche dal PLR di Vitta, da allora a oggi [...] ha fatto perdere annualmente alle casse cantonali 430 milioni di franchi e 300 a quelle comunali. Come se non bastasse, Morisoli, responsabile agli inizi degli anni 2000 di difendere gli interessi del nostro cantone per la Nuova Perequazione finanziaria, oggi criticata da tutti meno che dall’UDC (coscienza sporca?), ha fatto perdere alle casse e alla popolazione del nostro Cantone tra i 200 e i 300 milioni all’anno». Quindi la "sentenza": «Ecco, come l’UDC difende il Ticino e i Ticinesi». «Questa è la dura realtà, Marchesi! Ed è pietosa. I Verdi del Ticino non sono disposti a fare la foglia di fico delle vostre vergogne».

La controffensiva di Marchesi non si è fatta attendere. Anche quest'ultima, recapitata digitalmente alle redazioni. «I Verdi mi accusano di "ipocrisia” e “demagogia". Detto da chi per anni ha sostenuto politiche che hanno spalancato le frontiere, favorito la crescita incontrollata della popolazione e trasformato il Ticino nel paradiso del traffico, del dumping salariale e della sostituzione dei residenti nel mondo del lavoro… bisogna avere davvero parecchia fantasia», replica il consigliere nazionale.

«Gli sgravi? Siamo tra la propaganda e la comicità involontaria»
«La cosa quasi tenera è che Marco Noi, che lancia questa invettiva nei miei confronti, sembra aver appena scoperto i problemi che l’UDC denuncia da vent’anni. Alla buona ora!», scrive Marchesi, affermando che gli ecologisti «oltre ad aver esaurito i temi sembrano aver perso il contatto con la realtà quotidiana dei cittadini».

Per quanto riguarda gli sgravi, il presidente dell'UDC parla di una «perla», «tra la propaganda e la comicità involontaria». Invito sinceramente Marco Noi e compagni — anzi, forse sarebbe meglio dire “kompagni” — a rileggersi i dati fiscali reali, non i volantini ideologici preparati nelle assemblee eco-socialiste. Perché il gettito fiscale cantonale negli anni è continuato a crescere, malgrado alcuni moderati adeguamenti fiscali sempre a favore dei contribuenti, quelli che loro vorrebbero spremere come limoni».

Le piste ciclabili, il festival vegano, le magliette arcobaleno e l'ecoansia
«Evidentemente ai Verdi sfugge un concetto semplice: quando un Cantone prova a essere attrattivo, l’economia cresce, le aziende investono e il gettito aumenta. Lo sa anche quello che mena il gesso», prosegue lo scritto, prima di mettere in discussione le capacità di progettualità economica dello schieramento avversario. E a questo punto, i toni si fanno ancora più pungenti e canzonatori: «Sentirli parlare di posti di lavoro fa sorridere ancora di più. Perché se dipendesse dai Verdi, il Ticino avrebbe come piano economico qualche pista ciclabile, due orti urbani e un festival vegano sovvenzionato con i soldi dei contribuenti, dove gli organizzatori indossano la maglietta arcobaleno e discutono di ecoansia».

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