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SOLETTA

Svelati i misteri della fattoria degli orrori

120 animali trovati in grave stato di salute, malati e malnutriti, sono stati soppressi dalle autorità. Ma dietro il caso emerge un contesto di paura e minacce.
Ronald Galli
Fonte 20Minuten
Svelati i misteri della fattoria degli orrori
120 animali trovati in grave stato di salute, malati e malnutriti, sono stati soppressi dalle autorità. Ma dietro il caso emerge un contesto di paura e minacce.

RAMISWIL - È una vicenda che ha scioccato la Svizzera intera quella della fattoria di Ramiswil (canton Soletta). Lo scorso novembre, infatti, le autorità cantonali sono intervenute doppo aver scoperto che in una fattoria isolata venivano tenuti in condizioni catastrofiche circa 120 cani, diverse decine di cavalli e due capre.

Secondo il servizio veterinario i cani nello specifico si trovavano in uno stato disastroso, tra malattie e malnutrimento, motivo per cui erano tutti stati soppressi. E anche questa soppressione di massa aveva sollevato non poche polemiche.

Oggi un'inchiesta di CH Media svela cosa c'era dietro la fattoria degli orrori e perché nessuno si prendeva cura di questi animali.

La proprietaria dell’azienda agricola, oggi sotto inchiesta per violazione della legge sulla protezione degli animali, aveva lasciato la fattoria un mese prima dell'intervento delle autorità. Come mai? Vi chiederete. Avrebbe temuto per la sua vita, minacciata da un uomo presente nella sua fattoria.

La 57enne, viene spiegato, non voleva più l'uomo nella sua proprietà e avrebbe vissuto nel terrore di essere uccisa. All’inizio di ottobre, non avrebbe quindi visto altra soluzione se non lasciare la fattoria.

Prima di partire, la donna avrebbe incaricato una persona di occuparsi degli animali, ma questo collaboratore sarebbe stato aggredito dall’individuo presente nella fattoria. In seguito, a quanto pare, nessuno si sarebbe più preso cura degli animali.

Contrariamente alle ipotesi iniziali, inoltre, secondo una perizia psichiatrica la 57enne non soffre di disturbo da accumulo di animali. L’uccisione di massa dei cani avrebbe tuttavia le avrebbe provocato un disturbo da stress post-traumatico.

La proprietaria, intanto, deve affrontare due ulteriori procedimenti penali nel Canton Friburgo. Uno, datato 8 aprile 2025, riguarda diverse violazioni della legge sulle epizoozie. Il secondo risale al 2023 e le contesta di aver tenuto tre cani legati nello stesso punto per un lungo periodo, con «numerosi escrementi» attorno alle cucce.

Come riporta CH Media, la 57enne vive attualmente all’estero. Nel procedimento in corso sta collaborando con le autorità e si reca nel Canton Soletta per gli interrogatori. Non ha però voluto rilasciare dichiarazioni sul procedimento penale.

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