Sauna "hot": «È stato il primo caso con diffide»

Il Municipio di Lugano risponde all'interrogazione sulla vicenda dello scorso gennaio: «Caso isolato. Non sono previste altre misure. Gli strumenti di monitoraggio sono sufficienti»
LUGANO - «In merito allo sgradevole episodio avvenuto nel corso del mese di gennaio nell'area sauna della piscina comunale si tiene a precisare e ricordare che trattasi di un caso isolato e che le aree relax non sono spazi a luci rosse». Un caso più unico che raro, quindi. «Il primo con diffide da quando è aperta la piscina comunale», conferma oggi il Municipio di Lugano rispondendo a all'interpellanza (trasformata in interrogazione) di Sara Beretta Piccoli.
Il caso, lo ricordiamo, risale alla metà dello scorso mese di gennaio, quando un gruppo di «insospettabili» era stato colto nella suddetta area a compiere «atti osceni». Ne avevamo dato notizia a marzo proprio su queste colonne. «Il primo caso a memoria, nel quale la Città, per il tramite delle Divisioni Sport e Polizia è dovuta intervenire a seguito dell'attivazione del sistema di allarme», si legge. L'intervento dell'autorità, come già riportato in precedenza, era infatti stato tempestivo e le persone coinvolte sono state diffidate «dall'utilizzo di tutte le strutture balneari» della Città.
Trattandosi quindi di un caso isolato, da Palazzo Civico non è stato ritenuto necessario cambiare norme o implementare nuove misure. «Non sono previste modifiche strutturali o tecniche», viene precisato, in quanto considerato «sproporzionali rispetto alla reale necessità di controllo». Anche «gli strumenti di monitoraggio o segnalazione esistenti sono sufficienti».
In altre parole, le misure attualmente adottate sono «assolutamente sufficienti». Ovviamente, «confidando sempre nel rispetto delle regole di convivenza civile tra le persone». E per lo stesso motivo, non sono previste neanche campagne informative o di sensibilizzazione.



