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Fanno la spesa…e poi non pagano: «C’è chi veniva e svuotava gli scaffali»

Negozietti self-service presi d’assalto dai ladri. «I furti? La lista è lunga. Continuiamo per la gente onesta», ci dice Christian Bassi, dell’Orticola Bassi di Sant’Antonino.
Fanno la spesa…e poi non pagano: «C’è chi veniva e svuotava gli scaffali»
Swissmeme - Facebook
Il video del furto messo a segno a Wynigen, in canton Berna
Fanno la spesa…e poi non pagano: «C’è chi veniva e svuotava gli scaffali»
Negozietti self-service presi d’assalto dai ladri. «I furti? La lista è lunga. Continuiamo per la gente onesta», ci dice Christian Bassi, dell’Orticola Bassi di Sant’Antonino.

LUGANO - Una coppia si porta via dozzine di uova, biscotti, verdura, e chi più ne ha più ne metta. Tutto senza pagare. È quanto si vede in un video pubblicato dalla nota pagina “Swissmeme” diventato virale sui social. Il filmato del furto, consumato in un negozietto agricolo self-service situato a Wynigen, nel canton Berna, ha scatenato l’indignazione di molti rossocrociati.

Già, perché i negozi self-service si basano sul principio cardine dell’onestà: entri, prendi ciò che ti serve e paghi il dovuto. Ma in Ticino, da questo punto di vista, come vanno le cose? 

«La lista dei furti è lunga»
«Noi abbiamo subito molti furti, la lista è lunga», ci dice Christian Bassi, proprietario dell’Orticola Bassi di Sant’Antonino. «L’ultimo è stato due o tre settimane fa, ma finalmente siamo riusciti a cogliere sul fatto il responsabile e l’abbiamo denunciato. Secondo i nostri calcoli portava via 130-140 franchi di alimentari ogni volta. Quando ha iniziato probabilmente non controllavamo bene e qualcosa ci è sfuggito…abbiamo realizzato che qualcosa non andava nel momento in cui praticamente ci svuotava i ripiani». E questo avveniva nonostante la presenza di telecamere. 

Ma anche rivolgersi alla polizia non sembra portare grandi risultati. «Ci sono persone che continuano a rubare, le puoi anche denunciare ma non cambia niente», sottolinea Bassi, precisando di voler comunque continuare a proporre il self-service «per la gente onesta».

«Vengono e fanno la spesa...gratis»
Esperienza simile anche per Roberto Ponzio, proprietario della Fattoria Ponzio di Sant’Antonino. «I furti purtroppo ci sono. L’anno scorso sono riuscito a beccare un tipo che aveva rubato 1’400 franchi di merce. Ma essendo in assistenza, con tanto di curatore, praticamente è impossibile ricevere indietro i soldi». In altri casi però, coinvolgendo anche la polizia, Ponzio è riuscito a farsi risarcire.

I ladri «vengono e fanno la spesa. Prendono un pezzo di formaggio, il salame, le uova, e non pagano. La cassa, però, stiamo sempre attenti a svuotarla e l’abbiamo avvitata nell’armadio, così non è possibile portarla via». 

Oltre a ciò, sono presenti ben due telecamere. «Una all’esterno per vedere chi arriva e una all’interno per verificare se il cliente paga o meno». 

Ma conviene ancora, a questo punto, offrire un servizio self-service? «Ci abbiamo riflettuto varie volte», ci dice Ponzio. «La soluzione più facile sarebbe quella di utilizzare un distributore automatico...ma si parla di un investimento che va dagli 8 ai 10mila franchi». 

«Due o tre furti al self-service, ma ci hanno rubato anche degli attrezzi di lavoro»
A riscontrare problemi, anche se in misura minore, è stato anche Emilio Bossi, proprietario dell’Azienda Agricola Bossi di Ambrì. 

«Abbiamo avuto due o tre furti di soldi dalla cassa durante la primavera scorsa. Una volta mancavano 100 franchi, un’altra 50 e un’altra 20». E ora Bossi sta valutando l’installazione di telecamere: «Recentemente, al di là del self-service, ci sono state rubate anche delle motoseghe e un soffiatore». 

Diverso il discorso per quanto riguarda la merce: «Noi in generale ci fidiamo. Forse ad Ambrì, essendo più lontani dei centri, siamo anche più protetti. E a dire la verità se uno ruba un pezzettino di formaggio non so se ce ne accorgiamo, perché stare dietro alla cassa e all’inventario tutte le sere è un po’ laborioso». 

Lo spirito del self-service, ad ogni modo, continua a piacere. «I turisti provenienti dall'estero, quando vedono che lasciamo il locale aperto, rimangono stupiti che possa esistere qualcosa del genere», conclude.

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