Uccise sua moglie, ex finalista di Miss Svizzera, e ne smembrò brutalmente il corpo

Al via il processo di un 43enne, padre di due bambini, che nel 2024 strangolò la moglie 38enne e fece a pezzi il cadavere.
Al via il processo di un 43enne, padre di due bambini, che nel 2024 strangolò la moglie 38enne e fece a pezzi il cadavere.
MUTTENZ - Febbraio 2024. Una donna di 38 anni viene ritrovata morta a Binningen, in canton Basilea Campagna. Viene identificata come K.J., ex modella molto attiva sui social media e finalista di Miss Svizzera nel 2007.
Oggi, a oltre due anni di distanza, il marito dovrà comparire davanti al Tribunale penale di Basilea Campagna con l’accusa di omicidio e vilipendio di cadavere. È accusato di aver strangolato la moglie «a sangue freddo» e di averne smembrato il corpo.
Secondo l’atto d’accusa, l’uomo avrebbe ucciso la donna il 13 febbraio 2024 nella loro casa unifamiliare di Binningen. La polizia ha arrestato il 43enne il giorno successivo. L'uomo ha poi ammesso tutto, sostenendo però di aver agito per legittima difesa, in quanto la moglie l'avrebbe aggredito con un coltello.
Lei voleva separarsi
Prima del delitto, la coppia aveva avuto una lite. Al centro della discussione vi era una possibile separazione o divorzio. L’imputato avrebbe quindi spinto la moglie contro il muro e l'avrebbe colpita, strangolata e soffocata con un oggetto fino a provocarne una morte lenta e dolorosa. Avrebbe agito «in piena coscienza», con «spietato disprezzo» per la vita e con chiara intenzione di uccidere, secondo la procura.
«Capace di agire in modo pienamente razionale»
In precedenza, durante la lite, l'ex finalista di Miss Svizzera avrebbe preso in considerazione la separazione o il divorzio e chiesto accesso ai conti del marito. L’uomo non era disposto a separarsi, neppure temporaneamente, dai due figli né a sostenere economicamente la moglie. Avrebbe ucciso la partner spinto da un «atteggiamento egoistico», un senso di offesa e bisogno di controllo, si legge ancora nell’atto d’accusa.
L’imputato avrebbe poi smembrato il cadavere utilizzando un seghetto, cesoie da giardinaggio e altri strumenti. In questa fase avrebbe agito «in modo pienamente razionale e senza alcun sentimento di rispetto», come riportato nell’atto d’accusa.
I due figli piccoli della coppia, i familiari della vittima e i servizi di assistenza alle vittime si sono costituiti parte civile, avanzando richieste di risarcimento.
Il caso ha suscitato eco mediatico anche a livello internazionale. Il processo si svolgerà a porte chiuse presso il centro di giustizia penale di Muttenz.
Il tribunale renderà nota la sentenza il 13 maggio. Vale la presunzione di innocenza.





